Si può puranche trasformare un cantone, che non significhi gran cosa in un altro di carattere deciso. Scegliete uno spazio di terreno piano senza forma, senza bellezze, puranche sterile; cambiatelo in collinetta erbosa con cespugli, con gruppi di piante, e con piante isolate, e ne otterrete una parte di cantone allegro. Alcune volte scorgiamo ne' campi delle quercie rare, e difformi, incurvate dal tempo, e dalla tempesta, colle cime morte, che sparse in quà, in là presentano un tristo aspetto: figuriamoci al loro posto de' cesti d'arbuscelli di bella venuta, e verdeggianti; ed il campo prenderà un ridente aspetto.

A misura che lo spazio totale formerà un mescuglio di varj cantoni, guadagnerà a poter essere variato. Così un giardino composto di diversi cantoni d'un distinto carattere, risveglierà impressioni diverse; ma in tal caso la successione, ed il filo delle impressioni avranno una particolar influenza.

Primieramente convien esaminare qual effetto produca in particolare ciaschedun oggetto naturale, la sua situazione, e la sua disposizione. In seguito va fatta attenzione alle proporzioni, che hanno tra loro gli effetti degli oggetti isolati, al loro più o meno d'accordo, al limite, ove principia l'armonìa delle omogenee emozioni, e dove cominciano a divergere. Là dove nello stesso tempo si osservano oggetti, le cui forze sono diverse, là pure procede un'emozione composta. Si può perderla più facilmente, che una semplice; ma allorquando riuscirà, è immancabile un prodotto maggiore di sentimento.

L'artista giardiniere, che espone quadri di una forza considerabile, e diversa, deve industriarsi, come gli altri artisti, di rinvigorire le emozioni. Scegliendo i suoi oggetti, sarà dunque circonspetto a non impiegare, sia successivamente, sia tutto ad un tratto, che quelli, le cui impressioni non si distruggono vicendevolmente, e non si contraddiscono, ma che s'accordano, e felicemente si maritano.

Ciascun oggetto deve essere per se stesso tale, e diretto di maniera, che, malgrado la presenza, o la varietà degli altri, che si scorgono al tempo stesso, le impressioni di tutti seguano, per dir così, una linea non interrotta, e vadansi a riunire in un sol punto, e si avvalorino, e si rinforzino scambievolmente colle loro combinazioni. Se non si ha cura di raccogliere le differenti impressioni, e riunirle, e formarne un centro comune, un giardino non avrà mai la perfezione, che aver deve come opera di gusto diretta dal raziocinio, vale a dire l'unità, senza la quale qualsisia varietà stanca, e riesce infruttuosa. Le impressioni vogliono essere ragionate; vi si ricerca una condotta, ed un filo, come in un poema, e la più fina conoscenza del cuore umano. Ancora, di grazia, un'osservazione, che mi pare di conseguenza, onde meglio distinguere le differenti specie de' giardini, che si possono construire. Si può comporre un vasto giardino di varj cantoni, ma egualmente si può benissimo immaginare un bel giardino, che non consista, che in un sol cantone di un carattere, e di un effetto semplice, e determinato. Per tal maniera si possono aver giardini, che non sieno che allegri; altri, in cui regni una piacevole melanconìa; altri, che non sieno che romanzeschi, e finalmente altri puramente maestosi, secondo la variata disposizione del cantone, in cui si trovano, e dalla quale è dinotato il loro carattere.

Questa differenza riesce ancora più considerabile per l'uso, che si può fare dei giardini stessi. Un casino di campagna, dove si vuol godere de' primi mesi della bella stagione, richiede un giardino allegro; un avanzo di convento, un romitaggio, un tempio pare che si accordino meglio con un cantone dolcemente melanconico; un vecchio castello chiama un giardino romanzesco. Ciascheduno di questi giardini aver potrebbe un'estensione considerabile, senza perdere punto della semplicità del suo carattere; ben inteso però, che il cantone, da cui è formato, ritenga l'originaria sua indole.

Tav. X. Casino in posizione naturale, atta a ridursi a villa Inglese.

DELLO SPAZIO TOTALE.