Lo spazio è come la tela, sulla quale deve dipingere l'artista giardiniere; e la prima sua ricerca riguarderà la natura di questo dato spazio.

È cosa inutile di richiamare quì, che non bisogna scegliere per un giardino un luogo d'aria cattiva, o soggetto all'umido, soverchiamente vicino alla città, o di troppo lontano da un borgo. Vanno considerati i pericoli diversi, cui soggiacciono i giardini posti in vicinanza de' fiumi, e delle grandi strade; e non vanno mai riposti in un fondo privo di viste libere, o malamente circondato. Ciò che esige la sanità, il comodo, il piacere, e la possibilità di eseguire quanto si medita, risalta presto agli occhi di chicchessìa; sovrattutto un suolo fertile, e dell'acqua.

Per più ragioni fa d'uopo cercare per un giardino uno spazio, che abbia in se stesso delle naturali bellezze. Ciò accende il genio dell'artista giardiniere, che travaglia, per dir così, sotto gli occhi della bella natura, ch'è il suo modello, e che deve sforzarsi di superare; ciò diminuisce le cure, e le spese della disposizione, dove il terreno, gli alberi, le foreste, e l'acque forniscono abbondantemente da se, e suggeriscono l'ordine delle idee; ciò rileva l'effetto della distribuzione interna colle impressioni, che producono le vedute all'intorno, le quali non sembrano mai così belle, che allorquando si possono considerare da un sito piacevole per se stesso. In conseguenza, per quanto si può, e per quanto lo permettono altre leggi, cercate di avere nel vicinato del vostro giardino delle prospettive libere, amene, e variate. Ma non bisogna poi che l'occhio le veda dappertutto interamente, e le scorga in tutta la loro estensione da ciascheduna parte del giardino, che in tal caso interromperebbero l'azione delle differenti sue scene, destinate a produrre ciascheduna il suo particolar effetto. Le lontananze dovranno essere ora velate, ora scoperte, ora presentate sotto tal punto di vista, ed ora sotto tal altro, di modo che per tal mezzo la di loro propria impressione non solamente sia accresciuta, e moltiplicata, ma che si accordi pur anche colle altre decorazioni del giardino. Dove regnano la dolce melanconìa, la meditazione, ed il riposo, dove l'occhio debb'essere occupato a considerare una sola scena esposta, là una perspettiva ridente distrarrebbe. Disponendo le scene del giardino, convien fare attenzione al carattere de' prospetti, che offre il circondario; soprattutto considerando che riesce più facile di adattare il giardino al paese, che il paese al giardino, a meno d'intraprendere sugli oggetti del contorno dei cambiamenti cotanto dispendiosi, come quelli, che sono stati operati in alcune ville Inglesi. Il bello de' giardini pittorici dipende molto dall'arte di legare le vedute interne del giardino colle esteriori del paese, in guisa, che non vi sia contraddizione tra loro, ma che producano un effetto unico, e rinforzato.

L'estensione dello spazio destinato a diventare giardino contribuisce a determinare la disposizione totale, e quella delle singole scene. Più lo spazio è vasto, e più si acquista il diritto d'aspettarsi migliori effetti dal genio, e dal sapere dell'artista. È da assegnarsi un sito spazioso alla formazione d'un ragguardevole giardino, affinchè le decorazioni non vi si trovino ammucchiate, ma perchè si distendano, e si succedano con ordine, e perchè non intorbidino i movimenti dell'anima, ma ne facciano nascere un seguito filato, ed armonioso.

Una lista di terreno, che si distenda al lungo davanti la casa, riesce ben incomoda, e quasi ribelle alla formazione d'un giardino pittoresco; vi vuole di contro la casa uno spazio di terreno, che si distenda presso a poco in quadrato, e che abbracci la casa tutta all'intorno.

Gli spazj quadri-lunghi in avanti, che serrano la casa nel mezzo, quantunque meno adattati, sono tuttavìa suscettibili d'essere ridotti a formar giardino. La casa certo non vi figurerà di molto, non potendosi questa isolare, ma si potrà cavar partito del restante. L'oggetto principale è d'ingrandire lo spazio per ottenere gli effetti, che si hanno di mira; e perciò alcune volte ne' piani di tal figura converrà portare la piantagione da un lato solo, e lasciar scoperto l'altro lato, che goderà di vista. Qualora il terreno sarà soverchiamente ristretto, basterà ottenere una sola scena, quella della casa.

Dev'essere messo debitamente a contribuzione tutto il vicinato, e per ciò conseguire, sarà travagliato il terreno del giardino in tutt'i sensi. Ne' piccioli particolarmente s'impiegherà tutta l'arte. La mossa del terreno riuscendo uno de' principali mezzi per ingrandire gli spazj, e per disporli con effetto, e in ciò consistendo gran parte dell'arte, e dell'opera dei giardini, l'artista giardiniere non si stancherà mai d'addestrarsi a modellare con terra creta superficie diverse di terreno, a norma de' casi, che gli si presenteranno, o che amerà figurarsi, onde pervenire ad acquistare sempre più la teorìa, e la pratica della sua arte.

Un terreno, che non consiste, che in pianura, è poco proprio per un giardino, perchè troppo uniforme, e perchè le variazioni artefatte costerebbero troppo.

Scegliete uno spazio, che non sia totalmente sprovvisto di pianura, ma che rinchiuda ancora delle alture, de' fondi, e varj cangiamenti. Un consimile terreno non offre soltanto diversità, concorre altresì a comunicare varietà, ed effetti alle scene campestri, che vi s'introducono. È cosa saggia e prudente d'approfittare de' doni della natura.

Costiere ricolme a dolci pendìi, piacevoli elevazioni isolate, tondeggianti rincalzamenti, cigli di fiume sicuri, o abbandonati dall'acque, e circondati da interessanti, e variate vedute alla portata dell'occhio formano le belle situazioni, ed il locale più atto alla costruzione di una villa di piacere, che non riporrete agli orli di un lago, nè alle falde di un monte, nè inchiodata ad un rapido colle, o confusa ne' villaggi, come generalmente tra noi si veggono, e dove le belle posizioni per la maggior parte sono occupate unicamente da rocoli, e da cappuccini. La scelta della situazione vien fatta in Inghilterra dopo le più grandi indagini, e i più maturi esami.