Per la state scelgono i Chinesi le parti più ricche, e meglio mantenute dei loro giardini. Queste parti sono inondate d'acque, che formano stagni, fiumi, e macchine idrauliche, con barche di varia costruzione, adattate ad andare alla vela, ed a remi a divertirsi alla pesca, alla caccia d'uccelli acquatici, ed al combattimento navale. I boschi sono composti di quercie, di faggi, di castagni d'India, d'olmi, di frassini, di platani, e delle diverse specie d'aceri, e di pioppi; i boschetti d'ogni qualità di bel arbusto, che porta fiori in estate: il totale offre il più bel verde, e la mescolanza di colori la più superba, ed armoniosa. Gli edificj sono vasti, brillanti, e numerosi. Ciascheduna scena ne presenta uno, o varj, de' quali una parte serve al ballo, ai conviti, al riposo, al bagno, ed alla meditazione.

Fra i gabinetti, e l'altre fabbriche, che adornano la parte del giardino, consacrata alla state, vi si trova spesso una sala con volto a foggia d'emisfero, dipinto con molt'arte, e rappresentante il cielo durante la notte; nella volta viene disposta una moltitudine di piccioli buchi coperti da vetri colorati, per i quali passando la luce, rappresenta il chiarore d'una bella notte estiva colle stelle, e la luna.

Sull'acque formano isolette galleggianti, fornite le une di tavole per il festino, le altre di seggiole per i musici, ed altre guarnite d'arbusti, sotto dei quali si trovano letti per il riposo, banchi erbosi, e tant'altre comodità della vita.

Le piantagioni dell'autunno sono formate da diverse specie di quercie, di faggi, e d'alberi, le di cui foglie si conservano di più, e che, seccando, producono un altro colore, come il RHUS CORIARIA, e l'EDERA QUINQUE FOLIA ec. V'intrecciano qualche albero conifero, e qualcuno di frutta, e gli arbusti, ed i fiori tardivi; degli alberi morti perfino con tronchi di una forma pittorica, e ricoperti da muschio, e da edera.

Le fabbriche, che adornano queste scene d'autunno, e d'inverno, inspirano frequentemente l'idea della decadenza, e della mortalità. Si vedono degli eremi, e degli ospizj, dove i vecchi e fedeli servi della casa vi passano in pace il restante de' loro giorni fra le tombe de' loro padri, e quelle più distinte della famiglia del lor signore. Rimangono in quà in là delle rovine di palazzi, di castelli, e di templi. Si veggono degli archi di trionfo consunti, e degli avanzi di monumenti superbi, dedicati un tempo alla memoria d'antichi eroi, le di cui iscrizioni sono per metà scancellate. Mettono in opera tutto ciò che può servire a segnare la caducità, le avversità, e la mortalità delle cose di questo mondo; e siffatto spettacolo, rinvigorito dal tristo aspetto, e dall'aria piccante dell'autunno, riempie l'anima di malinconìa, e la porta a delle gravi riflessioni.

Le differenti scene de' giardini Chinesi si congiungono tra loro pel mezzo di viali, di gran sentieri, di fiumi, e di laghi, ma con passaggi felici, ed ingegnosamente calcolati. I gran sentieri tanto diritti, che tortuosi, sono alcune volte abbastanza lontani gli uni dagli altri, e separati dai folti boschetti, che la vista non vi può trapassare. Talvolta si accostano, insensibilmente gli alberi s'allargano, e divengono men alti; l'orecchio è destato dalla voce di chi percorre l'opposto sentiere, e l'occhio è rallegrato dall'aspetto incerto delle persone, che compajono a traverso degli alberi, e dei rami. D'improvviso le piantagioni ridivengono spesse, e folte, gli oggetti spariscono, e le voci si perdono in un confuso mormorìo; poi i sentieri piegano di sbalzo verso gli stessi spazj scoperti, e le diverse compagnìe sono piacevolmente sorprese d'incontrarsi in uno stesso sito, dove possono vedersi, e soddisfare senza ostacolo la loro curiosità. I sentieri sono di sabbia, o di verd'erba, che non si limitano a coprire il sentiero, ma tratto tratto penetrano nel folto del bosco laterale, affine d'imitar la natura con maggior verità.

Ne' vasti giardini ciascheduna valle ha il suo ruscello, o il suo piccolo fiume, che serpeggia ai piedi delle colline, e va a gettarsi negli stagni, e nei laghi. Sono appassionati i Chinesi per l'acqua, che sanno così ben dirigere, e colla quale rendono più energica la tranquillità delle decorazioni quiete, aggiungono tristezza alle malinconiche, allegrìa alle ridenti, maestà alle nobili, e terrore alle spaventose».

La sola descrizione di Chambers eccita la fantasìa, e feconda la mente; e per lo meno lascia il desiderio di attenersi a' progetti più limitati, ma corrispondenti ai principj della vera e ben ragionata teorìa, e basta a segnare le traccie per ridurla alla pratica.

Gl'Inglesi, e tra gli altri il celebre Brown, dal quale i più moderni, ed i più vaghi giardini della Inghilterra riconoscono la loro esistenza, l'hanno fatto da lungo tempo, preceduti dalle seducenti descrizioni de' poeti, e dall'osservazione della natura, che hanno seguito passo a passo; e dalle loro opere pratiche n'è risultata una teorìa, che assicura, e facilita gli effetti, e i progressi dell'arte.