Non v'ha niente di più vario che i mezzi, che impiegano per eccitare la sorpresa. Vi conducono alcune volte a traverso di caverne, e di viottoli oscuri, alla sortita de' quali vi trovate subitanamente colpito dalla vista di un delizioso paesetto, arricchito da quanto la natura fornisce di più bello. Altre volte vi menano per larghi sentieri, per viali, che diminuiscono, e ne diventano disastrosi a poco a poco. Non v'è più passaggio; de' cespugli, delle spine, e de' sassi lo rendono impraticabile; allorquando tutto ad un tratto s'apre agli occhi vostri una ridente, e vasta prospettiva, che vi piace tanto più, quanto meno l'aspettavate.

Un altro artificio di questi popoli è quello di nascondere una parte della composizione col mezzo d'alberi, e d'altri oggetti intermedj. Ciò eccita la curiosità dello spettatore, che vuol vedere da vicino, ed approssimandosi, si trova piacevolmente sorpreso da qualche inaspettata scena, o da qualche rappresentanza, totalmente opposta a quanto cercava.

Il confine de' laghi è sempre nascosto ad arte per lasciar spaziare l'immaginazione; e la stessa regola si osserva, per quanto si può, in tutte le altre composizioni Chinesi.

Quantunque i Chinesi non sieno molto versati nell'ottica, tuttavìa l'esperienza ha loro insegnato, che la grandezza apparente degli oggetti diminuisce, e che i loro colori s'indeboliscono a misura che s'allontanano dagli occhi dello spettatore. Queste osservazioni hanno dato luogo ad un artificio, che pongono talvolta in opera. Formano delle vedute in prospettiva, introducendovi fabbriche, vascelli, ed altri oggetti, diminuiti a proporzione della loro distanza dal punto di vista; e per rendere più compita l'illusione danno delle tinte bianchiccie alle parti lontane della composizione, e piantano ne' fondi degli alberi di un colore meno vivo, e più bassi di quelli del davanti. In questa maniera, ciò che per se stesso è limitato, e di poca considerazione, diviene in apparenza grande, ed esteso[4].

I Chinesi schivano d'ordinario la linea retta, ma non la rigettano però sempre. Formano de' viali diritti, allorchè hanno qualche oggetto interessante a porre in vista. Quando il terreno è interamente piano, pare ad essi assurda cosa di praticarvi un sentiero tortuoso; poichè, dicon essi, è l'arte, oppure il passaggio costante de' viaggiatori, che l'ha fatto? Ma nell'uno, e nell'altro caso non è naturale di supporre, che gli uomini volessero scegliere la linea curva, quando posson andare più facilmente per la dritta alla loro meta.

Ciò che si nomina in Inglese CLUMP, vale a dire gruppo d'alberi, non è ignoto ai Chinesi; ma non li mettono tanto in opera, quanto noi. Non occupano mai tutto il terreno; i giardinieri loro considerano un giardino, come i nostri pittori considerano un quadro; ed i primi gruppeggiano i loro alberi nello stesso modo, che gli ultimi uniscono le loro figure, gli uni, e gli altri avendo le loro masse principali, e le secondarie.

I Chinesi, continua Chambers, circondano comunemente le loro fabbriche regolari di artificiose terrazze, di dolci pendìi, e di molte scale, i cui angoli sono ornati di gruppi di scultura, e di vasi intrecciati con ogni sorta di macchine idrauliche, che, congiunte con l'architettura, danno a quelle un'aria interessante, e vi aggiungono splendore, e strepito.

D'intorno alla principal abitazione, il terreno è quasi regolare ed aperto, e trattenuto colla maggior cura, e non vi si soffre veruna pianta, che possa in alcun modo impedire la vista della casa. La fabbrica è dessa campestre? La decorazione, che la circonda, è selvaggia. È dessa nobile? La decorazione è grandiosa. Finalmente la fabbrica è d'un aspetto gajo, e ridente? La decorazione è voluttuosa. In una parola, i Chinesi sono molto esatti a far regnare un solo e medesimo carattere nelle diverse parti delle lor composizioni.

Ritirano tutto l'avvantaggio possibile dagli oggetti, che sono fuori della loro appartenenza. Cercano di formare un apparente legame fra i loro giardini, e le foreste all'intorno, i campi, e l'acque lontane; e quando hanno alla loro portata la vista di città, di castelli, di torri, e d'altri oggetti considerabili, sanno essi servirsene con tanta economìa, ed industria, che si rimirano sotto tutti gli aspetti, e in tutte le possibili direzioni. Praticano lo stesso per rapporto ai fiumi navigabili, ai gran cammini, ai molini, e consimili oggetti semoventi, che possono animare, e fornire varietà al giardino.

Hanno delle decorazioni per tutte le stagioni dell'anno. Quelle della primavera consistono nei tigli, nei larici, nelle spine del fior doppio, nel mandorlo, nel persico, nelle rose, e nella varia famiglia dei caprifogli. Il suolo, e l'orlature de' boschetti, e de' boschi sono guarniti di giacinti selvatici, di garofani, di narcisi, di violette, di tuberose, di zafferano, e di tutt'i fiori, che spuntano in quella stagione. Introducono nel parco siti destinati per ogni sorta d'uccelli domestici, e selvatici, e da preda[5]. Altrove vi sono de' nidi, e de' siti accomodati per farvi covare il volatile; finalmente delle belle latterìe, e delle fabbriche destinate all'esercizio della lotta, della scherma, e di altre operazioni ginnastiche conosciute alla China. Ne' boschi vi praticano ancora dei grandi spazj, atti alla cavallerizza, a tirar d'arco, ed a far delle corse.