Le scene d'orrore presentano macigni sospesi, oscure caverne, e cateratte impetuose, che si precipitano dall'alto delle montagne da tutte le bande. Gli alberi sono difformi, e sembrano spezzati dalla violenza del turbine. Quì se ne vedono dei rovesciati, che intercettano il corso de' torrenti, e sembrano d'essere stati svelti dal furore dell'acque: là pare che colpiti dal fulmine sieno stati arsi, e fracassati. Taluno degli edifizj cade in rovina; tal altro è consumato per metà dal fuoco, e qualche miserabil capanna in quà, e in là dispersa sulle montagne, sembra egualmente attestare l'esistenza, e la miseria degli abitanti. A queste scene d'orrore succedono comunemente delle ridenti. Sanno gli artisti Chinesi con quanta forza l'anima è colpita dai contrasti, e non mancano giammai di praticare delle improvvise transizioni, e delle forti opposizioni di forme, di colori, e d'ombre. Così da viste limitate vi fan eglino passare a prospettive estese; dagli oggetti d'orrore alle scene aggradevoli; e dai laghi, e dai fiumi alle pianure, alle collinette, ed ai boschi. Ai colori oscuri, e tristi oppongono i più brillanti, ed alle semplici forme, le complicate, compartendo giudiziosamente le diverse masse d'ombra, e di lumi in tal modo, che la composizione riesca distinta nelle sue parti, e compita nel suo tutto.

Allorchè il terreno è vasto, e che vi si può far entrare una moltitudine di scene, ciascheduna è appropriata ad un sol punto di vista; ma quando lo spazio è ristretto, e non permette d'introdurre abbastanza di varietà, si cerca di rimediare a questo difetto col disporre gli oggetti in maniera che producano rappresentanze diverse, secondo i diversi punti di vista; e sovente l'artificio è spinto al segno, che queste rappresentazioni non hanno tra loro veruna rassomiglianza.

Ne' vasti giardini i Chinesi praticano delle scene differenti per il mattino, per il mezzodì, e per la sera, ed innalzano ai debiti punti di vista degli edificj proprj ai trattenimenti di ciascheduna parte del giorno. I piccoli giardini, dove, come noi l'abbiam detto, un solo accozzamento produce diverse rappresentazioni, dimostrano nella stessa guisa fabbriche ai diversi punti di vista, che dal loro uso indicano il tempo del giorno più atto a goder della scena nella sua perfezione.

Stante che il clima della China è eccessivamente caldo, gli abitanti impiegano molt'acqua ne' loro giardini. Allorquando sono ristretti, e che la situazione lo permette, tutto il terreno è messo sotto acqua, e non vi sopravanza che un picciol numero d'isolette, e di scogli. Nei giardini spaziosi s'introducono laghi, fiumi, e canali. Si imita la natura diversificando, com'ella fa, le rive de' fiumi, e de' laghi. Ora queste rive sono aride e sabbiose, ed ora coperte di boschi fino al dorso dell'acque. Piane in tai siti, ed ornate d'arbusti, e di fiori, in altri siti si trasformano in macigni scoscesi, che presentano caverne, dove una parte dell'acqua vi si precipita con altrettanto strepito, che violenza. Qualche volta voi vedete delle praterìe ricolme di bestiame, o de' campi di riso, che si avanzano nel lago: altre volte i boschi sono penetrati in diverse parti da fiumi, e da' canali, capaci a portar barche; le sponde sono coperte d'alberi, i cui rami si estendono, s'intralciano, e formano a luogo a luogo delle arcate, sotto le quali passano i batelli. In questa guisa voi pervenite a qualche oggetto interessante, ad una superba fabbrica, collocata nella sommità d'un monte tagliato a terrazze, ad una cascina posta in mezzo del lago, ad una caduta d'acqua, ad una grotta ripartita in diversi appartamenti, ad uno scoglio artificiale.

I fiumi seguon di rado la linea dritta; serpeggiano, e vengono interrotti da irregolarità diverse. Talvolta sono ristretti, rumorosi, e rapidi; e tal altra sono lenti, larghi, e profondi. Ne' fiumi, e ne' laghi si vedon le canne, e l'altre piante, ed erbe acquatiche. Spesso i Chinesi vi construiscono sopra dei molini, e delle macchine idrauliche, il di cui moto giova ad animar la scena. Hanno ancora una quantità di batelli, diversi di forma, e di grandezza. I loro laghi sono zeppi d'isole, le une sterili, e circondate da roccie, e da scogli; arricchite le altre di tutto ciò che la natura, e l'arte offre di più perfetto. V'introducono pure degli scogli artefatti, e sorpassano in questo genere di composizione tutte l'altre nazioni. La pietra, di cui si servono, viene dalle parti meridionali dell'impero, tira al turchino, e presenta delle forme irregolari, cagionate dall'azione dell'acque: i pezzi scelti s'impiegano ne' quadri a commesso, che adornano gli appartamenti; gli scarti servono per i giardini, e connessi per mezzo di un cemento dell'egual colore formano de' massi d'una considerevole grandezza. Allorchè questi massi sono grandi, vi scavano dentro caverne, e grotte con aperture, a traverso le quali si scoprono lontananze. In diverse parti, e sulle punte si vedono delle piante, degli arbusti, e dell'erbe, e sopra le lor cime si collocano tempj, ed edificj, ai quali si monta per mezzo di gradini tagliati nella stessa roccia. Eccovi un'idea di consimili scogli.

Tav. II. Scoglio Chinese praticabile.

Quando v'è acqua bastante, e che il terreno è convenevole, i Chinesi non mancano d'introdurre delle cascate ne' loro giardini. Schivano qualunque sorta di regolarità, imitando le consimili operazioni della natura ne' monti. Le acque spruzzano dalle caverne, e dalle sinuosità degli scogli. Quì romoreggia una grande e violente cateratta; là una moltitudine di piccole cascate. Qualche volta la vista della caduta è intercetta dagli alberi, i cui rami e foglie non permettono che per intervallo di vedere le acque, che cadono al lungo de' fianchi della montagna. Talora al dissopra della parte più rapida della cascata sono gettati da un rocchio all'altro de' ponti di legno grossolanamente fatti, e sovente il corrente delle acque è interrotto da alberi, e da mucchj di pietre, che la violenza del torrente sembra avervi trasportate.

Ne' boschetti i Chinesi variano sempre le forme, ed il colore degli alberi, riunendo quelli che gettano rami a foggia di fiocco con quelli che crescono piramidalmente, e i verdi cupi con gli allegri; v'intrecciano piante, che portan fiore, fra le quali ve n'hanno diverse, che fioriscono nella più gran parte dell'anno. I Chinesi ancora introducono tronchi d'alberi ora in piedi, ed ora sdrajati, e spingono lontano assai la delicatezza sopra le loro forme, sul colorito delle loro corteccie, e perfino sulli muschi, che li rivestono.