Cognac
55

Taffia
62

Gin
49
— 60

Brandy
50
— 60

Rhum
60
— 70

I liquori sono, adunque, assai più ricchi di alcool del vino e della birra; ma se si considera che di queste ultime bevande si usa in misura assai più larga che dei liquori, si comprenderà come anche in esse si possa avere una feconda sorgente di malattie. Un litro di buon vino, o due litri di forte birra equivalgono nel contenuto alcoolico ad un quintino di rhum o di cognac. Lo meditino i bevitori!—

Non meno della quantità debb'essere considerata la qualità dell'alcool che introduciamo. Di ciò venne già parlato da altri miei colleghi; ma io credo necessario di tornarvi sopra, poichè è un argomento della massima importanza nella questione dell'alcoolismo. È ben vero che anche il vino più pretto, in cui è specialmente rappresentato l'alcool etilico, basta a procurarci la malattia con tutte le conseguenze più funeste; come vien dimostrato da questo solo, che l'alcoolismo infieriva anche nell'antichità, quando dell'alcool non si conosceva nè manco il nome; Seneca nelle sue epistole ce ne dà una descrizione esattissima. Ma non è meno vero che le bevande alcooliche, che si ottengono ora da altro che dalla vite, contengono degli alcool diversi dall'etilico, e che sono assai più dannosi di questo. Richardson[IX-11] ne' suoi esperimenti trovò che specialmente l'azione deprimente sul cervello aumenta coll'aumentare del carbonio e dell'idrogeno nella composizione chimica dell'alcool; quindi in ragione crescente dall'alcool propilico, al butilico, all'amilico ed al caprilico. Ora, molti liquori contengono parecchi di questi alcool, e l'acquavite di patate (ed in minor misura quella di grano) si distingue per la quantità d'alcool amilico che contiene. Tali bevande riescono, quindi, assai nocive anche quando non sono bevute in larga misura; anche quando la quantità dell'acquavite quotidiana stia molto, ma molto al disotto del litro e mezzo, che è il massimo a cui, al dire di Magnus Huss, arrivano i forti bevitori di Stoccolma.

È questo un pericolo dal quale devono guardarsi anche i bevitori di vino. Da pochi decenni la fabbricazione dei cattivi alcool va aumentando, ed i suoi prodotti, pel poco lor costo, s'adoperano a larga mano per rinforzare il vino. In recenti ricerche fatte a Parigi[IX-12] s'è constatato, che molti operai vennero colti dall'alcoolismo ad onta che non usassero bere più di due litri di vino al giorno. Questa misura, se si fosse trattato di vino schietto, non avrebbe potuto dare conseguenze; in essi, invece, ne produsse, e di gravi, per la pessima qualità degli alcool che si mescolano al vino nelle bettole parigine. — È un fatto che merita tutta la nostra attenzione, sia perchè questa adulterazione dei vini è facile e frequente, sia perchè la polizia sanitaria può agevolmente portarvi rimedio.

Dopo tutto ciò, c'è forse da stupire quando da fonte ufficiale ci si annuncia[IX-13] che negli Stati Uniti d'America nel decennio 1860–70 l'alcool ha ucciso 300 mila uomini, ne ha spinto almeno 150 mila nelle prigioni e negli ergastoli, ed ha mandato 100 mila ragazzi nelle case di lavoro?

Io ho riassunto, così, il meglio che ho potuto i danni prodotti dall'alcool. Crederei, però, di mancare non meno al mio còmpito che alla giustizia se, prima di finire, io non toccassi anche il lato opposto della questione. Già altri vi ha parlato degli effetti sull'individuo sano di questo prezioso liquore, che allieta tante ore della nostra vita, e che sì spesso anima di espansiva gaiezza i nostri convegni. — A me spetta di parlarvi in breve di quanto l'alcool può nell'organismo del malato.