Gli uomini, in qualunque tempo, paese, grado di civiltà ebbero sempre bisogno di quelle sostanze che il mio illustre maestro, il prof. Mantegazza, chiamò alimenti nervosi, e che essi seppero procurarsi in mille modi diversi[IX-14]. Orbene, pigliatemi la coca od il mate, il caffè od il betel, l'haschisch o l'oppio o il thè od il tabacco, e ditemi quale di essi, pel prezzo, per la facilità di averlo, e, più che tutto, per gli effetti possa competere vittoriosamente coll'alcool?

Certo, se l'uomo non fosse stato cacciato dal paradiso terrestre, e vivesse ancora in un'atmosfera di pace e d'amore, egli potrebbe passarsi d'ogni alimento nervoso. — Ma in questa nostra società, dove non si può progredire che sul corpo dei caduti, dove quasi ogni giorno che passa ci appresta un disinganno od uno sconforto, dove l'ideale divino è impallidito di tanto, e l'umano non ci convince o riscalda quanto bisognerebbe, in questa nostra società chi oserà lanciare l'anatema contro questo nettare che infonde la calma, e tempra l'animo ed aguzza la mente ad una lotta sempre nuova?

Ma una cosa possiamo e dobbiamo fare con speranza di successo. Combattere l'invasione crescente dei liquori coll'opporle del vino buono ed a buon mercato; sostituire all'alcool dei liquori, così concentrato, e così certamente venefico, l'alcool del vino, più gradito al palato, e di cui più facilmente si può frenare l'abuso. — E se altri può dubitare della riuscita, non lo dobbiamo noi, nati in una terra a cui la vite ha prodigato i suoi tesori, fra un popolo ch'ebbe sempre la moderazione a virtù prediletta.

Anch'io, dunque, coll'amico Cognetti, faccio voti perchè in Italia s'aumenti e si migliori la produzione del vino; ma non già, com'egli vorrebbe, per venderlo agli stranieri, sì bene per tenerlo e berlo fra noi.

[IX-1] Klebs, Handbuch der path. Anatomie, Berlin, 1868.[IX-2] Ebstein, Virch. Arch., vol. 55.[IX-3] Bartels, Ziemssen's Hand., vol. IX, p. 373.[IX-4] Iuergensen, Ziemssen's Hand., vol. V, p. 119.[IX-5] Baer, Alcoholismus, pag. 283.[IX-6] L. c., p. 310.[IX-7] Baer, l. c., p. 314.[IX-8] Baer, l. c., p. 191.[IX-9] Memorie del R. Istituto Lombardo, 1873.[IX-10] Baer, l. c., p. 129.[IX-11] Med. Times and Gazette, 1869.[IX-12] L'Économiste français, 1879, n o 23 e 26.[IX-13] Baer, l. c., pag. 10.[IX-14] Vedasi a proposito del vino e degli alimenti nervosi la bell'opera di Mantegazza, dal titolo Feste ed ebbrezze, Milano.

C. LOMBROSO

IL VINO NEL DELITTO, NEL SUICIDIO E NELLA PAZZIA

(Conferenza tenuta la sera delli 22 marzo 1880).

Pomo d'Eva. — Chi compari la più antica leggenda Semita, quella di Eva, coll'altre che corsero sulla Saoma nell'India, e sul Med nel nord d'Europa, vi trova una spiegazione assai più semplice che non sia quella della cognizione sessuale, immaginata dai mitologisti moderni con così poca verosimiglianza (De Gubernatis); intravvede che si trattava di quel frutto, il pomo forse, tanto indiziato dalla tradizione popolare, donde escì il primo liquore fermentato, il sidro, mentre col biblico albero della vita, che gli stava vicino, si voleva probabilmente alludere a quell'altro la vigna, detto in Accadico ges-tin, legno della vita, donde si trasse l'alcool o l'acqua della vita, così omologo nel significato all' amrita — immortale degli Indiani, ed all' abrotos dei Greci.

Coloro che, in grazie alle condizioni economiche o di clima o di casta, fecero solo un parco uso delle sostanze fermentate o dei loro sostitutivi, oppio, coca, ecc., non ne videro se non la strana e benefica efficacia, l'eccitamento meraviglioso dell'intelligenza e della memoria, e delle più nobili passioni, dell'amore sopratutto e della benevolenza. Al succo dell'asclepias, alla saoma, quindi attribuirono facoltà meravigliose, e non solo la ispirazione poetica, ma il coraggio degli eroi, e perfino la virtù di rendere immortali (amrita). «Noi abbiam bevuto la soma (Rig. Veda VIII. p. 48); noi divenimmo immortali, entrammo nella luce, ecc. Il Soma che genera gli inni ed il talento del poeta ( idem, IX, 25)».

Nel Yacna di Zoroastro, il succo dell'Haoma, che è tutt'uno del Soma «allontana la morte».