In Inghilterra fin dal 1656 si proibì la vendita di spiritosi alle feste, più tardi con legge 1854 e 1872 se ne limitarono a poche ore gli spacci.
In Iscozia, anzi, dopo la legge Forbes Mackenzie, si chiusero del tutto nelle feste le osterie, e d'allora in poi gli arrestati per ubbriachezza decrebbero da 6367 a 1317 e quelli in domenica da 729 a 164; meglio a Glasgow da 23,785 a 16,466.
Una misura più pratica e più semplice in proposito è la multa inflitta dalla legge inglese (Vict. VIII) e dalla scozzese (1862), da 40 scellini a 7, o ad un giorno di carcere per chiunque sia trovato pubblicamente in istato di ubbriachezza.
Nel 1871, auspice Gladstone (che ne restò vittima), si limitò con legge apposita il numero dell'osterie cioè:
Nelle città
1
ogni
1500
nelle campagne 1 p.
900
abit.
2
»
3000
»
1200
»
3
»
4000
»
1800
»
salvo quelle modificazioni che volessero indicare i singoli municipi; si istituirono ispettori speciali per controllare le osterie clandestine e le sofisticazioni dei vini, che furono punite con multe progressive seguite dalla chiusura dell'esercizio.
Colla legge 1873 si ordinò di non concedere licenza di osterie finchè non fossero morti i titolari dell'esistenti; dal fondo delle licenze si prelevarono somme per acquistare le vecchie osterie e chiuderle.
A tutto ciò s'aggiunsero le prediche de' pastori, per es., del padre Mathiew che, nel 1838–40, influiva colla sola sua eloquenza, in Irlanda, a scemare, della metà, il consumo degli alcoolici e di un quarto le cifre dei delitti (da 6400 a 4100), e sopratutto la tassa sulle bevande i cui proventi sommano a circa 1/3 di tutte le imposte; altrettanto dicasi negli Stati Uniti dove essa ammonta a 110 dollari per ettolitro; in Francia dà quella tassa allo stato più di 500 milioni (e si tratta di accrescerla), nel Belgio più di 13,000,000 di lire.