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In Svizzera, in certi cantoni, il nome del beone abituale è affisso dalla questura in tutte le osterie che hanno proibizione di accettarlo (Tissot, op. c., 571).
In Francia oltre le enormi tasse sui vini e gli alcoolici, una legge proposta dal mio amico Roussel ed adottata nel 1871, commina all'ubbriaco: multa da 5 a 15 fr. per la 1 a volta; 16 a 25 per la 2 a; la prigione da 6 a 12 giorni per la 3 a, e l'interdizione per l'alcoolista cronico, e multa all'oste che non impedì o favorì l'ebbrezza ( V. Lombroso, Sull'incremento del delitto, 2 a ed., Torino, 1879).
Quale di tutti questi rimedi ha prodotto il miglior frutto? Certamente che molte delle misure più energiche, specie delle repressive, non riescirono all'intento desiderato. Noi non ne vidimo un esito chiaro che in Svezia in cui pure non è dimostrato che sia scemato di molto l'uso delle bevande alcooliche; così in America e in Francia, malgrado la legge del Mayne e di Roussel, è certo che sono cresciuti gli alcoolisti, anzi da alcuni si afferma essere stata quella del Mayne più un'arma politica che una misura d'igiene e che il contrabbando degli alcoolici, di cui si fanno rei spesso persino gli stessi legislatori, che la comminarono, vi raddoppi, con una nuova vergogna, quella dell'ubbriachezza.
Nella stessa Gothemburg il nostro collega Brusa si incontrò in due ubbriaconi lo stesso giorno che vi entrò, e in cui per preghiere che facesse non potè ottenere una goccia di vino; e noi vedemmo quanto saltuaria e poi concludente fossevi la statistica degli ubbriachi di questi ultimi anni.
Gli è che, come ben vi notava Bizzozero, nessuna legge repressiva può riuscire completamente, quando vada contro alla corrente dei nostri istinti fra cui tanto primeggia l'eccitamento psichico, che attingesi dal vino.