4 o La fabbricazione dei liquori spiritosi è punita con ammenda di 100 dollari o prigione di 2 mesi. Per la 2 a infrazione un'ammenda di 200 dollari o la prigione di 4 mesi, per la terza volta e le seguenti 200 dollari e la prigione di 4 mesi.

5 o L'autorità può perquisire i luoghi ove suppone che esistano depositi di liquori, ogni quantità di bevanda di cui non si potrà procurare la prova d'importazione senza che vi sia stata contravvenzione legale, sarà presa e sarà distrutta.

6 o Tutte le promesse di vendite di bevande illecite sono nulle.

7 o Gli individui in istato di ubbriachezza devono essere arrestati e detenuti fino a che abbiano fatto conoscere l'indirizzo dell'osteria ove si sono ubbriacati ecc.

[X-17] Colkins calcola che nel 1867 si consumavano 78,000 libbre d'oppio agli Stati Uniti per ubbriacarsi ( Opium and opium aether, 1871, Filadelfia). Nel Kentuky, la legislatura ordinò con editti che chiunque, per abuso d'oppio o d'arsenico o droghe eccitanti sarà ridotto inabile a dirigersi, sarà posto sotto tutela o rinchiuso in un asilo, come i bevoni abituali ( Fazio, Dell'Ubbriachezza, 1875, p. 370). A Londra si introdussero nel 1857 ben 118,915 libbre d'oppio — nel 1852 a 280,750; specie nei centri industriali nel Lancashire (Fazio, op. c.).[X-18] Era un miscuglio di etere etilico e metilico.[X-19] V. nell' Archivio di Psichiatria e scienze penali di C. Lombroso e Garofolo, fasc. I e II, 1880, sui sostitutivi penali dell'avv. Ferri, p. 224.

EDMONDO DE AMICIS

GLI EFFETTI PSICOLOGICI DEL VINO

(Conferenza tenuta la sera del 5 aprile 1880).

Studiato il vino nella vite, considerato nella leggenda, nella poesia e nei costumi, visto come si compone e come si traffica, in che maniera opera sull'organismo, e per che via conduce al delitto, alla pazzia e alla morte, non resta che a trattare dei suoi effetti psicologici: dire, cioè, come agisca sull'intelligenza, sull'immaginazione e sul sentimento, fin che si rimanga, bevendo, molto di qua da quel limite funesto, varcato il quale il bevitore cade nelle mani del professore Lombroso.

Riguardo agli effetti generali e ordinari del vino non potrò dir nulla che la maggior parte degli uditori non abbia osservato e non sia in grado di esprimere. A ciascuno, almeno una volta in vita sua, dopo un banchetto geniale d'amici, nel quale si sia troppo spesso affacciato, come disse un poeta, al finestrino rotondo del calice, sarà occorso di riandare tra sè, il giorno seguente, i diversi periodi d'alterazione per cui passò la sua mente, il suo cuore e il suo linguaggio; di fare uno sforzo per rendersi conto della progressione dell'ebbrezza, di studiare quell'io fittizio ch'egli è stato per qualche ora, — curiosamente, come avrebbe fatto di uno sconosciuto. E l'argomento è degno di studio, in fatti, almeno quanto una qualunque delle così dette malattie mentali, poichè se l'ebbrezza non è che una malattia di poche ore, e di guarigione sicura, è però importantissima, perchè ci occorre ogni momento di vivere e di trattare con essa, di frenarla e di persuaderla, di vederla dovendo mostrare di non riconoscerla, e di circondarla di riguardi, per non inasprirla, e qualche volta di servircene. E lasciando pure da parte le sue conseguenze, quella alterazione crescente di sentimenti e d'idee, quella successione continua di stati diversi della coscienza, per cui si arriva dalla serenità tranquilla che segue i primi sorsi all'esaltazione ardente e tumultuosa degli ultimi brindisi, è per se stessa un avvenimento psicologico così strano e così fecondo per lo studio della natura umana, che non sarà mai meditato abbastanza nè dal filosofo, nè dall'artista.

Vediamo di seguitarlo a passo a passo, sedendo al convito.