Sazi di guerra non saranno i Teucri?[14].
Quanti intimi impulsi a finire questa guerra, che in ogni modo si presenta come un crudele decreto del fato: a’ Troiani come una sventura macchinata col mezzo di Paride da una divinità avversa, a’ Greci come una fatale impresa di inevitabile rivendicazione e d’imprescindibile difesa, e che gli uni e gli altri maledicono, intanto![15]. Con quanta meraviglia non si vede lo stesso amor proprio di uomini, che pongono in cima a tutto la forza misteriosa, battuto in breccia da un contrario, altissimo sentimento umano; e si sente Antenore consigliare a’ Troiani la franca riparazione del mal fatto, rendendo Elena e i suoi tesori[16], mentre alla mente di Ettore, nell’atto stesso che sta per muovere contro di Achille, si affacciano pensieri come questi:
Pur, se deposto e lancia e scudo ed elmo,
Io medesmo mi fessi incontro a questo
Magnanimo rivale e la spartana
Donna cagion di tanta guerra, e tutte
Gli promettessi le con lei portate
Di Paride ricchezze, ed altre ancora
Da partirsi agli Achei, quante ne chiude
Questa città; se con tremendo giuro