[22]. La Francia prima del mille era pressochè avvolta nella stessa ignoranza in cui si trovavano tutti gli altri paesi. I francesi erano chiamati dai romani «stultos, rusticos et indoctos velut bruta animalia» (Zanetti, Origini delle arti venete).

Anche dopo Carlomagno la Francia non aveva fatto grandi progressi nel sapere. Benedetto, monaco di Chiusi, nel 1028 scriveva: «in Francia est sapientia sed parum, nam in Longobardia ubi ego plus didici est fons sapientiae» (Muratori, Dissert., 44).

La civiltà inglese incominciò dopo il regno di Edoardo III, e quella della Germania più tardi ancora. Racconta il Petrarca (Lett. senili, lib. V, lett. I) che essendo nel 1471 in Alemagna, dovè penare molto, prima di trovare un poco d'inchiostro per scrivere; e quello che trovò era giallo come lo zafferano, perchè non era stato da lungo tempo adoperato.

[23]. Vallauri, Storia della poesia in Piemonte, tom. I, pag. 8.

[24]. Quinet, Hist. des rivolutions de l'Italie.

[25]. Sigonio, De Regno italico, tomo IV. — Dal Borgo, Orig. dell'univ. pisana, pag. 85.

[26]. Bonaini, Statuti pisani, Prologo del costituto dell'uso, vol. II, pag. 813.

[27]. Camera, Storia di Amalfi.

[28]. Merkel, Die Geschichte des Longobarden Rechts. Berlin, 1850.

[29]. Arch. storico, App., tomo IX.