[330]. Colle, St. dello Studio di Padova, II, pag. 34.

[331]. Facciolati, Fasti, P. II, pag. 110.

[332]. Odofredo parlando di questo sistema che era in uso ai suoi tempi, accenna ad un'astuzia che aveano trovati i cattivi (mali) scolari per non pagare, ed era questa: di dire che non può contrarsi obbligazione col mezzo di procuratore «mali scolares nolunt solvere quia dicunt quod per procuratorem non quaeritur actio domino» (Comm. Seg. 79, Deg. ecc., verb. obblig.).

[333]. Savigny, Hist. du droit rom. etc., III, pag. 183.

[334]. Sarti, P. II, pag. 131.

[335]. Pietro d'Abano, celebre medico di Padova, poneva ad altissimo prezzo l'opera sua. Per curare Onorio IV dicesi dimandasse cento fiorini d'oro al giorno (Colle, St. dell'univers. di Padova, II).

Il famoso Taddeo fiorentino ebbe dal papa in compenso della ottenuta guarigione la somma di diecimila ducati (Villani, Vite d'uomini illustri fiorentini, pag. 27).

[336]. L'insegnare senza retribuzione era stimata cosa molto onorevole e veramente degna dei buoni cultori della scienza. Rofredo Beneventano (Ord. Indic., pag. 772) dice: «Scentia boni et aequi nummario pretio non est dehonestanda. Iter et veri philosophie pecuniam spernunt et mercenariam operam non exhibent...... sic ergo illud quod fecit doctos, ex liberalitate fecit unde sufficit si cui vel in paucis amici labore consulatur.»

[337]. Colle, op. cit., II, pag. 70.

[338]. Facciolati, Fasti, P. I, pag. 6.