Ahimè, ahi! Vedi, vedi! Tieni, tieni lontana
dal toro la giovenca!
L'afferra al peplo con le negre corna,
a tradimento lo colpisce: piomba
nel bagno molle.... — Di feral lavacro
insidïoso a te la storia narro.

A

D'essere acuto intenditor d'oracoli
vanto io non meno; e pur, somiglia questo
a presagio di male. Quale fausta parola
mai dissero i responsi? Ma ben con le sciagure
gli ambigui vaticinî
al cuor dell'uomo insegnano profetico terrore.

Cassandra

Ahi, me infelice! Al suo dolore mischio
il mio dolore! Oh povera mia sorte!
Perché, perché m'hai qui condotta, misera?
Perché con lui m'avessi una la morte?

A

Tu deliri. T'invasa furor divino: e intoni
su te díssono canto,
come il fulvo usignuolo
non mai sazio di pianto,
che, chiuso nel suo duolo,
Iti Iti per tutta la sua vita
piange, di mali innumeri fiorita.

Cassandra

Oh! la sorte del garrulo usignuolo!
Le membra un Nume a lui cinse di penne;
dolce vita gli die', scevra di lagrime.
Me attende, a farmi a brani, una bipenne.

Ora, questa figura di vergine fatidica, voi profani la immaginate immota, sorda, perfettamente distaccata da tutto quanto la circonda, seguendo, con gli occhi sbarrati nel vuoto, l'intima visione dell'imminente scempio d'Agamennone: e quando l'orrore è giunto ad un culmine insostenibile, prorompe in quel grido straziante.