Nossignore, voi sentite e vedete male. Il Wilamowitz, il quale sa che al mondo non c'è effetto senza causa, dice che la fanciulla è indotta alla repentina esclamazione dalla circostanza che l'occhio le cade sopra l'idolo di Apollo, suo innamorato e causa prima delle sue sciagure; idolo di Apollo, il quale era poi un cono di pietra, il quale in origine era un paracarri, e si poneva innanzi ad ogni casa, come ci hanno insegnato i nuovi frammenti di Menandro. Visto il paracarri, allora no, Cassandra non sa piú stare alle mosse, e leva il suo grido d'orrore![15].
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È proprio tempo di concludere. Codesti volumi, codesti commenti «filologici» son tutti ugualmente ameni, da cima a fondo? — Ah, no davvero! Se cosí fosse, sarebbero altrettanti capolavori d'umorismo, e i loro autori meriterebbero una nicchia accanto ai grandi benefattori dell'umanità. Piú spesso le loro «teorie» (i filologi tedeschi battezzano cosí ogni piú ovvia loro idea, ogni piú grama ipotesi) sono d'una monotonia tetra e asfissiante. Ma tutte, tetre o amene, si dimostrano, quasi sempre, prodotti dei seguenti fattori:
1) Uno spirito d'analisi minuto, microscopico, ma miope e freddo: uno spirito da revisore di conti, da curatore di fallimenti.
2) La trascuranza o l'inscienza degli elementi irrazionali che entrano nella tempera d'ogni opera d'arte.
3) La mancanza assoluta di sensibilità estetica.
4) Lo struggimento di elevarsi, nondimeno, ad una valutazione estetica: e le conseguenti amenità.
Le qualità medesime e i medesimi difetti si riscontrano in quasi tutte le opere della moderna e modernissima filologia tedesca — la filologia del kaiser, ben differente da quella che l'ha preceduta, che diede frutti insigni, e di cui mi occuperò nei prossimi articoli.
E la conclusione? — È ovvia, mi sembra. La filologia tedesca presenta la medesima preparazione metodica meticolosa e formidabile dell'esercito tedesco. Ma tale preparazione non conduce alla valutazione estetica, cioè alla intelligenza delle opere d'arte.
E se tale intelligenza è, come deve essere, lo scopo supremo d'ogni studio, la filologia del kaiser fallisce — come gli eserciti del kaiser — ai suoi scopi supremi.