Io — Ma no: spiegami almeno che cosa intendi per commento critico, storico, filosofico....

Foscolo — Un'altra volta, figliuolo.

Io — Dimmi almeno questo. Ai tempi tuoi, i filologi tedeschi e intedescati, quando s'impancavano a spiegare i classici, spacciavano tante scempiaggini quante ne spippolano oggi? Un amico mio, in un suo volume recente, ne ha raccolto un sollazzevole manipolo.

Foscolo — Figúrati! Ti basti questa. «L'eruditissimo Walkenaer espungeva il verso in cui Callimaco chiama fulgente la chioma di Berenice perché la costellazione berenicea essendo piú oscura delle altre sue vicine, non poteva esser detta fulgente se non da un poeta senz'occhi. E cosí un letterato che logorò gli anni e gli occhi addosso agli antichi, non imparò che ogni poeta chiamerebbe splendida nei suoi versi anche la costellazione meno visibile, quando in essa vi fosse la chioma bionda d'una giovine donna». (II. 227).

Io — Questa è proprio gemella del sangue di porco del Blass, degli stornelli di Lamporecchio messi sul labbro a Clitennestra dal Wilamowitz, e all'uccellin volò volò del von Keck, denunciati dall'amico mio nel volume ch'io ti dissi. Ma come spieghi tu tali aberrazioni?

Foscolo — Egli è, figliuol mio, che «poeta e grammatico non se la dicono». (II, 211). Egli è che «gli eruditi non hanno né un atomo di mente poetica, né grande abbondanza di retta logica». (II, 226). E le aberrazioni o meglio castronerie di cui tu favelli, dipendono «dalla poca mente di coloro che volendo parlar di letteratura senza sapere né poter essere letterati, architettano vane e inettissime teorie». (II, 81).

Io — Un'ultima domanda, e non t'importuno piú. Non mi pare che tu dimostri in genere molta simpatia per i tedeschi. Ai tempi tuoi, però, erano certo diligenti e coscienziosi.

Foscolo — Disingànnati figlio! Anche allora «gli autori tedeschi lavoravano perché alla fiera di Lipsia i loro scolari e i librai della Germania si provvedessero di volumi stimati nuovi quando erano raffardellati di nuovo titolo e di rancide citazioni». (IV, 91).

Io — Raffardellati? Rancide citazioni? Vuoi tu bestemmiare che le prendessero di seconda mano?

Foscolo — Giusto appunto. «Sedevano con la pipa in bocca, con la bottiglia allato e la penna in mano, e le Antiquitates di Grevio e di Gronovio davanti gli occhi, a comporre e pubblicare ogni mese de' volumi in latino moderno, conditi di greco e di dottissime villanie, onde appurare le faccende dell'antichità». (IV, 46).