—Così poco!—Esclamammo noi, credendo che ragionasse di centesimi:
—Sicuro,… vedono che mi adatto: per lor signori cosa son trenta franchi?
Ammirammo tutti insieme lo spìrito patriottico che ci faceva pagare 150 lire, quello che nella stagione dei bagni si ottiene a dir molto con ottanta centesimi; pure, strìngemmo la mano al generoso, dicendogli che ci saremmo riveduti più tardi; poichè eravamo decisi, con nostro gran sacrifizio, ad appigliarci a quest'ultimo partito, se gli altri ci fossero falliti.
—Ci movemmo dal caffè, e vedemmo un insolito brulichìo in quella contrada, sempre brulicante di popolo: che è, che non è?… Hanno arrestato un maggiore Garibaldino: la questura si era avveduta, e non ci voleva una gran fatica, che molti giovanotti volevano partire per la Francia e cominciava a allungar le sue grinfe. Lo sconforto cominciava a impossessarsi anche di noi.
—Ettore—Sento gridarmi vicino. Mi voltai e vidi il Colonnello
Perelli.
—Dunque si parte? Gli domandai immediatamente.
—Parli a bassa voce… chè io son tenuto d'occhio, guardi, ecco subito due musi proibiti che ci osservano…
—Ma dunque?
—Dunque venga stasera, alla Locanda della Luna.
—Ma ci è speranza?