Non dormimmo in tutta la notte e appena fu giorno, andammo al porto e prendemmo una barca. Un forte libeccio aveva cominciato a soffiare; il mare era agitatissimo ed i cavalloni sbalzavano di qua di là, di sotto di sopra la nostra barchetta, spruzzandoci più o meno impetuosamente il volto, e procurandoci quel malessere interno che è il primo principio del mal di mare..

—Oggi me li guadagno—Ci diceva il barcaiolo.—E vogliono girar molto tempo!

—Fino a che non arriva il vapore!

—E un casca un cencio… Se arriverà a mezzogiorno… O che anche loro vogliono andare in Francia?… A me lo possono dire.

—Ebbene.. sì.. vogliamo andare in Francia.

—Me l'avevano a dire!…. Guardino, due barche piene di guardie.

—È vero… e ora cosa si fa?

—Non si sgomentino… Figureranno di pescare… Prendano le lenze!

Noi prendemmo questi ordigni e, tramutati lì per lì in pescatori, cominciammo, con una serietà unica, un'operazione che dentro di noi ci faceva scompisciar dalle risa. Io credo che i pesci fossero i primi a canzonarci; e' si vedevano guizzare a fior d'acqua, proprio vicini ali'esca fatale, poi, facevan cilecca e ci lasciavano con un palmo di naso.

Non so quanto durasse questo divertimento; mi rammento però che ci venne un'appetito diabolico; il nostro Caronte, da uomo saggio, capì per aria l'antifona e ci condusse a dei vicini barconi, dove per lo più mangiano i marinari e i facchini del porto. Uno stoccafisso, rifatto colle cipolle, ci sembrò più gustoso di un manicaretto, apprestato da Tomson; ci bevemmo due fiaschi di vino, e ci sentimmo raddoppiati in coraggio e in costanza. Intanto il libeccio seguitava a infuriare; il mare era divenuto addirittura cattivo; si troncavano gli alberi delle piccole navi vicine, si vedeva volare dei cappelli, che appartenevano agli imprudenti che troppo si erano accostati all'infido elemento… la cosa cominciava ad essere non troppo graziosa; in quell'aspettativa i minuti ci sembravano ore; non avevamo alcuna notizia dei moltissimi nostri compagni e non il più piccolo indizio ci faceva sperare che si avvicinasse il tanto desiderato bastimento.