Questa era costituita nel modo seguente:

Stato Maggiore Uff. 7 Uom. 14 Genio » 3 » 20 Guide » 9 » 150 Francs tireurs de la Bigorde » 3 » 35 Égalitè » 12 » 175 Chasseurs d'Orient » 16 » 270 Marin » 4 » 55 Atlas » 4 » 60 Guerillas Marseilles » 18 » 280 — —— Uff. 75 Uom. 1059

Lobbia partì da Autun, conducendo con se per ufficiali di stato maggiore il capitano Pozzi ed i tenenti Scipione, Primerano e Bonomi: partì secoloro il signor Visitelli, corrispondente del Dayl Neuw. Il capo squadrone Castellazzo partiva per Chatau Chinon, Clamecy e Vermenton, incaricato di tenere relazione tra la brigata Ricciotti e Lobbia e sorvegliarne le operazioni, servendosi dei telegrafi e di tutti gli altri mezzi che le sottoprefetture e i sindaci dovevano mettere a di lui disposizione.

Da Autun la seconda brigata si portò a Soulieu per Lucenay, quindi a Precy e a Vitteau. La marcia è lunga e fu resa più disagevole dall'immensa quantità d'impedimenti che venivano dietro ai soldati e che occupavano a dir poco tre chilometri di spazio: carri con gli equipaggi dei soldati, barrocci, trabiccoli dei vivandieri… donne… insomma una vera marcia di barbari!

Le compagnie dei Francs tìreurs erano scarse: ve ne erano persino di dieci uomini, ma anche queste avevano tre o quattro ufficiali… già, se durava un altro pochino la campagna di Francia avremmo finito coll'avere diecimila generali e nemmeno una tromba!…

Mentre Lobbia marciava verso Vitteau, Ricciotti aveva che fare coi Prussiani di Montbard. Questo paese era difeso da 4000 uomini e 6 pezzi di cannone. L'ardimentoso figlio di Garibaldi tentò l'assalto, il giorno 6 di gennaio. Sul più bello dell'impresa egli però si vide accerchiato dai Prussiani che in forza di 2000 uomini avevano intanto marciato sopra a Semour. Ricciotti tenne fermo fino alla sera, e ritiratosi a Montfort per sentieri appena tracciati, potè sul mattino eludere la vigilanza dei nemici che lo volean prigioniero e si ritirò sano e salvo presso Les Lommes.

La seconda brigata, a cui Castellazzo aveva comunicato l'ordine del Generale di fare un movimento in avanti per distrigare Ricciotti, potè continuare la sua via e di concerto colla quarta brigata che pur si ritirava per la medesima strada verso Digione, potè manovrare così bene da schiudersi l'adito in mezzo alle colonne nemiche che già si avanzavano numerose per le vie di Chatillon, Aignay le Duc e Precy; era una marcia difficilissima, di fianco, che avrebbe potuto compromettere la sicurezza di quella brigata, se questa non avesse avuto la precauzione molto giusta di proteggersi sul suo lato sinistro per mezzo della cavalleria dì Farlatti che eseguì egregiamente questo difficilissimo compito.

Al villaggio di Marai-sur-Tille la brigata Ricciotti si divise da quella di Lobbia, essendo stata la prima richiamata a Digione e dovendo proseguire la seconda per il compito a lei designato. Qui raggiunse la colonna il capo squadrone Castellazzo. Egli veniva da Grancey le Chateau, dove poco corse che rimanesse prigioniero colla somma di 90,000 lire. Lobbia lo aveva infatti mandato a prender denari a Digione, e aveva fissato di attenderlo a Grancey. Castellazzo attendeva da parecchio tempo e nessuno arrivava: i Prussiani avendo saputo dalle chiacchiere dei borghigiani qualche cosa, mandano venticinque usseri nel paese; e, mentre il nostro amico aveva fatto attaccar la carrozza, i cinque uomini dell'avanguardia nemica annunciano al capoposto che non vi erano Garibaldini. Senza por tempo in mezzo, senza aspettare che gli usseri si ricredessero dal loro sbaglio, Castellazzo salta in carrozza, e prendendo un altra via gli riesce di raggiungere il corpo. Erano novantamila lire che egli salvava dagli artigli dei soldati di re Guglielmo: certo che se questi l'avessero potuto immaginare, per un uomo solo erano capaci di assediare il paese.

La seconda brigata da Maray-sur Tille si recò a Selongey diretta per Langres. Siccome però numerosi si avanzavano i nemici dalla parte di Grancey, minacciando di tagliare la strada di Prauthoy, Lobbia con ottimo intendimento fe' fare alla sua truppa il giro di Fontaine Francaise e di Champly recandosi a Chalindrey ed a Langres, dove arrivò il 15 di gennaio, sempre attorniato dai Prussiani, con una felicità veramente meravigliosa.

A Langres, dietro ordini del Generale, furono lasciati tutti i
bagagli, compresi i due furgoni di dinamite e il capitano Kaupffeman.
La brigata si pose a campo pei boschi di Bouchemin, di Marat e di
Faverolle, minacciando le comunicazioni prussiane di Chaumont, Arc en
Barroi, e Auberive sulle quali passavano le truppe dirette a Digione.