E passò un altro giorno, eppoi un altro: era il tre di novembre; la vigilia eravamo stati di un umor perfidissimo; senza provare alcuno dei sentimenti dettati dalla religione, quelle campane che invitavano a andare a commemorare i defunti, ci facevano pensare ai nostri poveri morti, a quelli che caddero per le nostre idee, a quelli che cadevano in quel mentre per far scudo coi loro corpi a una pericolante repubblica, per opporre un'argine all'irrompente valanga dei venduti soldati della monarchia degli Hokenzöllern… Noi eravamo mesti, e si passava intere mezz'ore difaccia alle quadrelle dell'inferriata, tanto per vedere quel miserabile lembo di Cielo: orizzonte rimpiccolito come quello dell'idee che ci bollivano in testa e che non si potevano espandere.

Il tre novembre fu un gran movimento pei corridoi, un via vai continuato e un accorrere di guardiani. Qual nuova avventura era giunta a disturbare la quiete monotona di quel sepolcro di vivi?… Il caso era nuovo.

Rossi, Piccini, Stefani ed altri Fiorentini avevano avuto l'idea bizzarra di commemorare i caduti a Montana; ne correva l'anniversario, e loro, come avanzi degli Chassepots di De Failly, non ultima celebrità di Sédan, vollero degnamente onorarlo; coi pagliericci improvvisarono un catafalco, ci posero sopra una camicia di flanella rossa, lo circondarono con venticinque candele steariche, comprate la sera avanti, eppoi attaccarono un cartello nel quale a parole cubitali era scritto:

Ai Martiri di Mentana
I superstiti Repubblicani

S'immagini un pò il buon lettore, quando i guardiani entrarono nella prigione, per portare il becchime a quegli uccelli ingabbiati. Vedere tutti quei lumi, poi quel catafalco… e' era da fare andare in bestia il secondino più mansueto che abbia mai esercitato questa nobile professione! Subito un reclamo dal direttore, il quale seguito dal capo guardiano, dallo stato maggiore e da un nuvolo di carcerieri si presenta maestosamente sulle soglie delle profanata stanzaccia.

—Questo è troppo!… Io sono buono, ma non lo sono tre volte…
Impongo loro di tor via quel cartello rivoluzionario…

—Ma noi non diamo noia a nessuno, e poi qui chi lo vede?

—Non importa… Lascino pure il catafalco, ma levino il cartello!

—Ma se nessuno può leggerlo!…

—Io ho usato troppe gentilezze con loro—questo scandalo non lo subisco…