“Tre verzieri ch'io posseggo, tutti e tre ti posso dar.„
“Io non voglio i tre verzieri; non saprei che me ne far: quand'è il tempo degli aranci, me li manda il re a cercar. Il re servo, son soldato, né mi posso qui fermar: che dareste altro, signora, a chi ve 'l tornasse qua?„
“Io le tre figliuole mie, tutte e tre ti posso dar. L'una siati per vestire, ti sia l'altra per calzar; ma la terza, più carina, quella teco dormirà.„
“Delle figlie vostre, o Infanta, non saprei che me ne far: il re servo, son soldato, né mi posso qui fermar: altro datemi, o signora, se volete il porti qua.„
“Non ho altro io che ti dare, né tu altro a dimandar.„
“La gentil vostra persona, questo voi m'avete a dar.„[33]
“Cavaliero, l'uom che osasse me di tal cosa tentar, quegli merta esser legato alla coda d'un caval da' miei servi, e trascinato quanto meglio a torno san. Vanne tosto, o cavaliero, vanne tosto via di qua, che da caccia i miei fratelli non avessero a tornar.„[34]
“Io non temo i tuoi fratelli, che il cognato in me vedran; io non temo il tuo marito, che dinanzi ora ti sta.„
“Se voi siete il mio marito, che mi state a berteggiar?„
“Vi sovvenga, o mia signora, di quand'ero per salpar, che un anel con sette gemme in due parti volli far: su mi date il vostro mezzo; l'altro mezzo eccolo qua.„[35]