“Non son angioli del cielo, né la sirena del mar; questi, o padre, è il conte Nillo, che sua sposa mi vuol far.„

“Chi rammenta il conte Nillo? chi l'ardisce mentovar quel vassallo mio ribelle, che in esilio fei cacciar?„

“Mia, signore, è mia la colpa; me dovete gastigar: senza lui non posso vivere; io l'ho fatto richiamar.„

“E ancor osi, o traditora, tua vergogna confessar? Pria che spunti il nuovo giorno, lo vedrai decapitar.„

“No; chi verserà il suo sangue, anche il mio dovrà versar: dove a lui faran la fossa, anche a me l'hanno a scavar.„

Per chi suonan le campane? a che tanto scampanar? Trapassato è il conte Nillo, è l'Infanta per mancar: son cavate già le fosse, già li vanno a sotterrar, l'un nell'atrio della chiesa, l'altra al piede dell'altar. Là un cipresso, qua un arancio ecco vedonsi spuntar:[46] cresce l'uno, cresce l'altro, e si vengono a baciar. Non sì tosto il re lo seppe, ambedue li fe tagliar: getta l'uno sangue vivo, l'altro dà sangue real. Un colombo e una colomba ecco vedonsi volar; contro al re, che siede a mensa, ecco vengonsi a posar.

“Ahi mal abbia un tanto ardore! ahi mal abbia un tanto amar! non in vita, non in morte gli ho potuti separar!„

NOTE

[44] Bellermann, p. 134-38.

“O romance do Conde Niño, ou Conde Nillo, come lhe chama Almeida-Garrett, encontra-se na provincia de Tras-os-Montes, no Algarve, onde foi recolhido por Estacio da Veiga sob o titulo de Dom Diniz, e nas ilhas dos Açorez, onde le chamam Dom Duardos. Não existe nas colleções hespanholas.„ Hardung, I, 216, in nota.