“Dio vi salvi, miei signori, che possiate in gioja star!„

“Oh ben venga il cavaliere! via, sedetevi a pranzar.„

“Io non son qui per le nozze, né qui sono per pranzar: vo' veder la fidanzata, ch'è cugina mia carnal.„

Essa viene da una stanza, e fa tutto un lacrimar: come vede il cavaliere, allibbisce, è per mancar.

“Se tu piangi per vedermi, me ne vo' senz'altro andar; se tu piangi per le donora, te le posso anche pagar.„

“Con la vita la pagasse chi mi seppe raggirar! chi mi disse ch'eri morto, caro, in terra d'oltremar! Gli altri restino a far festa, gli altri restino a pranzar; l'amor mio primo, nessuno potrà farmelo lasciar!„

“Vengan pur giudici ed alcadi[63] di Castiglia e Portogal: se poi qui non c'è giustizia, questa spada l'ha da far!„

NOTE

[62] Bellermann, p. 172-76.

Il vero titolo di questa romanza è A noiva arraiana. La voce soppressa mal si tradurrebbe in italiano.