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Dai piedilista adunque—orgoglio e tormento della burocrazia militare veneta dell'epoca—si rileva che la forza bilanciata sullo scorcio di vita della Repubblica oscillava intorno alla dozzina di migliaia di soldati, e che pochi anni prima della caduta questa forza era timidamente salita sopra alle quindici migliaia di uomini[225].
Tale contingente di truppe era suddiviso pressochè in parti proporzionali tra i quattro dipartimenti militari. Così nel 1780, sopra un totale di 313 compagnie e 12,406 teste a ruolo, compresi gli invalidi, gli addetti all'Arsenale, alle scuole militari ed alle compagnie di leva, spettavano a ciascuno dei grandi riparti gli effettivi seguenti:
Riparto di Levante.—Presidi, numero 24[226]. A terra, uomini 3326. Sulle navi, nomini 1683[227].
Riparto di Dalmazia.—Presidi, numero 49[228]. A terra, uomini 2761. Sulle navi, uomini 255.
Riparto d'Italia.—Presidi, numero 43[229]. A terra, uomini 2141. Sulle navi, uomini 453. Riparto del Golfo.—Presidi, numero 2[230]. A terra, uomini 197. Sulle navi, uomini 460.
Nell'interno dei corpi le guarnigioni di solito erano distribuite in giusta misura, con senso di equità e di equilibrio tra i buoni ed i cattivi distaccamenti, e con riguardo ai turni destinati a ristabilire l'equilibrio in questa necessaria altalena di «bona mixta malis» delle guarnigioni degli eserciti a base nazionale. Pochi erano invece i corpi che avevano tutte le compagnie raccolte in una medesima sede, o riparto territoriale, e ciò dipendeva ordinariamente tanto da necessità di transito da un riparto all'altro (Lido-Padova-Zara), quanto da convenienze particolari d'arma (corazzieri, croati, travagliatori, invalidi etc.).
Nel piedilista del V settembre 1776[231]—uno dei più accurati della specie—risulta infatti che, dei 18 reggimenti di Fanteria Italiana, 14 avevano le proprie compagnie tutte riunite nell'interno di uno stesso riparto, che i rimanenti reggimenti le avevano frazionate, e che tutti i corpi di Fanti Oltramarini all'infuori di due[232] si trovavano con le proprie unità sparpagliate tra la Dalmazia, il Levante, l'Italia ed il Golfo.
Della cavalleria veneta, il Reggimento di Corazze aveva le sue sei compagnie tutte in Dalmazia, quello di Dragoni era per intero dislocato in Italia. Il reggimento Croati del Colonnello Begna presidiava la Dalmazia senza distaccamenti in altri riparti, quello del Colonnello Gregorina era tutto raccolto in Italia. Il Reggimento artiglieria infine era suddiviso con sei compagnie in Levante, tre nella Dalmazia ed altrettante in Italia.
Questa dislocazione delle truppe venete si mantenne presso a poco immutata fino alla caduta della Repubblica. Subì soltanto qualche alterazione nel 1796 quando, a cominciare dai primi di giugno, dalle province d'Oltremare furono chiamate alla Dominante truppe per la difesa delle lagune minacciate dagli eserciti di Francia. Allora, per la seconda volta dopo la guerra di Cambrai, si videro raccolte milizie in buon numero dentro l'abitato cittadino di Venezia, violando la tradizionale consuetudine che ne le escludeva in via normale in omaggio alle libertà repubblicane.