I caratteri più energici e più marcati si consumano in questo sfregamento assiduo di gomiti.

Avviene un contagio e talvolta una vera epidemia di cretinerie ingigantite, di manie catastrofiche, di tics nervosi che si converte o in un meccanicismo di truppa tedesca o in uno sbrindellamento di emigranti nella stiva.

Rimbalzano i capricci femminili e le prodigalità [pg!62] dei bambini sull'apoplettica cocciutaggine dei padri avari.

Si scolorano le faccie primaverili intorno ad una agonia che dura dieci anni. Una vittima, due vittime, tre martiri, un carnefice, una pazza assoluta, un tiranno che perde il potere.

Tutti soffrono, si deprimono, si esauriscono, incretiniscono, in nome di una divinità spaventosa da rovesciare: il sentimento.

Corridoi di liti cretine, litanie di rimproveri, impossibilità di pensare, creare da sè. Si guazza nel pantano quotidiano della sudicia economia domestica e delle volgarità banali.

Se la famiglia funziona male è un inferno di complotti, liti, tradimenti, dispetti, bassezze e relativo desiderio di evasione e di rivolta in tutti. Gelosia a coltello fra madre e figlia eleganti e belle; duello di avarizia e di sperpero fra padre conservatore e goliardismo del figlio. Dovunque in Italia il triste spettacolo del padre ricco egoista che vuole imporre la solita professione seria al figlio poeta, artista, ecc.

Se la famiglia funziona bene, vischìo del sentimento, pietra tombale della tenerezza materna. Quotidiana scuola di paura. Vigliaccheria fisica e morale davanti a un raffreddore, un gesto nuovo, un'idea nuova.

La famiglia che nasce quasi sempre, per la donna, da una legale compra-vendita d'anima e di corpo, diventa una mascherata di ipocrisie oppure la facciata saggia dietro la quale si svolge una prostituzione legale incipriata di moralismo. [pg!63]

Tutto questo in nome di una divinità spaventosa da rovesciare: il Sentimento.