Questi fallimenti di gioventù geniali sono numerosissimi e tipici in certe provincie d'Italia come la Toscana, che pur essendo indiscutibilmente le più intelligenti sono purtroppo le meno fattive e le meno utili nello sviluppo nazionale.
Firenze è piena di giovani d'ingegno inoperosi e smarriti che sciorinano sotto i soli elettrici dei caffè dei meravigliosi tessuti di pensiero e di lirismo senza speranza di essere mai valutati, considerati, utilizzati.
Scrivere? A che pro? Dov'è l'editore? Certo non pagherà, anzi vorrà essere pagato. Nei giornali? Il direttore è stato prescelto fra i quattro o cinque autentici cretini della città. Ostruzionismo, dunque meglio abbandonare spiralicamente [pg!140] il proprio canto malinconico nell'antico chiaro di luna che ripatina Lungarno e il Ponte Vecchio o godersi una «bambina» alle Cascine che offre camere ammobiliate a buon mercato assoluto.
Ho conosciuto innumerevoli giovani geniali a Firenze, in Toscana, a Napoli e in Sicilia. Quasi tutti esasperati; il cuore già chiuso da un sordo rancore contro la società, molti avvelenati da una precocissima invidia che sporca la fonte chiara della ispirazione genuina e dell'entusiasmo giocondo, creatore.
È talvolta difficilissimo conoscerli, apprezzarli, incoraggiarli. Poichè invece di abbracciare spiritualmente l'Italia come una vasta massa malleabile da plasmare essi la considerano come un reticolato idiota di soprusi, di camorre, di autorità scroccate, di divieti imbecilli. Ed hanno ragione. Dovunque, l'ingegno è svalutato, deriso, imprigionato. Incoronato soltanto e festeggiato il mediocre opportunista o l'ex-genio ormai rammollito.
Il Futurismo scoprì, svegliò, rianimò, radunò molti di questi giovani geniali, i migliori, senza dubbio. Ma non tutti certamente. Nella vasta rivoluzione di serate burrascose che si propagò su tutta la Penisola, il Futurismo entrò in contatto con quasi tutti ma occorre un più sistematico intervento delle forze del paese per salvare, riaccendere e utilizzare tutto il vasto proletariato dei geniali.
Propongo che in ogni città sia costruito uno o [pg!141] più Palazzi che avranno una denominazione sul genere di questa: «Mostra libera dell'Ingegno creatore».
1º Verrà esposta per un mese un'opera di pittura, scultura, plastica in genere, disegni d'architettura, disegni di macchine, progetti d'invenzione.
2º Verrà eseguita un'opera musicale piccola o grande, orchestrale o pianistica di qualsiasi genere.
3º Verranno letti, esposti, declamati poemi, prose, scritti di scienza di qualsiasi genere, di qualsiasi forma e di tutte le dimensioni.