Ma ciò non si osserva nella realtà!

2) La teoria del determinismo economico o materialismo storico di Carlo Marx, il quale attribuisce un valore causale al fattore economico, è quasi fallito. La scienza e il pensiero umano hanno dimostrato l'impossibilità di stabilire un rapporto di causalità tra i fattori che sono numerosissimi, di svariata potenza, tutti vivi, dinamici, e senza logica. Vi è un rapporto di interdipendenza elastica e non di causalità tra i fattori numerosi del complesso fenomeno sociale. Non dimentichiamo poi la importanza enorme dei fattori morali che sono particolarmente esplosivi e determinanti.

3) La teoria dell'unione dei lavoratori d'ogni paese. — La conflagrazione mondiale ha dimostrato violentemente l'assurdità di questa concezione unitaria fra lavoratori diversissimi, spesso opposti e nemici per interessi, per grado di benessere e per condizioni di lavoro diverse. [pg!165]

[18.]

L'Azionariato sociale.

I salarî sono fissati ad una certa altezza che dipende dalla domanda di lavoro e dalla produttività del lavoro.

Il capitale riceve un compenso che è e tende ad essere uguale al saggio dell'interesse corrente più una certa quota di rischio variabile.

Se — per esempio — c'è un impiego sicuro (come la rendita in tempi normali) al 5% nessuno vorrà impiegare il suo risparmio in una impresa industriale che non renda per lo meno il 5% più una quota per il rischio.

Così, se in una industria si ricava il 7,50% e nondimeno un'azione di 100 lire di questa industria vale sul mercato 100 lire e non di più, noi diciamo che la capitalizzazione è al 7,50% perchè la conoscenza della industria porta a valutare a 2,50% i rischi che comporta.

La ditta Pirelli, per esempio, avendo accumulato in un triennio una riserva di 6 milioni (dopo aver distribuito l'utile normale agli azionisti) divide la riserva in 3 milioni agli azionisti (come aumento gratuito di capitale) e 3 milioni al personale. [pg!168]