L'esercizio deve essere affidato agli individui, gruppi, associazioni.

Quando lo stato avrà accettato il principio che il valore e la funzione della proprietà sono sociali bisognerà disporre perchè ogni terra dia il suo massimo rendimento e perchè ogni braccio trovi occupazione adeguata. Far passare le terre incolte dei latifondi e di tutti i terreni che non rendono dalle mani degli attuali detentori a quelle dei lavoratori in enfiteusi o gruppo di affittanze collettive.

Il passaggio può farsi mediante esproprio o automaticamente; molto meglio con l'abolizione del diritto di successione. [pg!179]

[20.]

La riforma fondiaria di Henry George.

Il futurista Magamal riassume così le teorie di Henry George sulla riforma fondiaria:

Soltanto in breve qui possiamo parlare della sua opera principale Progresso e povertà, di cui il punto di partenza è appunto quel problema sopraccennato della povertà crescente, nonostante il continuo progresso materiale. Per quanto è possibile, lasceremo parlare Henry George stesso:

«Dove sono le speranze del secolo passato, — dice George nel capitolo d'introduzione — svegliate dalle nuove scoperte, che aumentano le forze produttive della natura; la speranza, che la forza del vapore e dell'elettricità fossero per dare a tutti gli uomini la possibilità di vivere con una certa agiatezza? È evidente, purtroppo, che il progresso dell'industria, o meglio il progresso materiale, non è stato capace d'alzare il livello del benessere delle classi inferiori. La posizione di queste classi, per contro, ha peggiorato precisamente sotto l'influsso del così detto «progresso materiale». [pg!182]

«Le nuove forze, nonostante che abbiano la possibilità in sè di inalzarsi, non influiscono sull'edificio sociale, cominciando dal di sotto, come si sperava e si credeva durante lungo tempo, ma esse lo colpiscono nel luogo che serve come punto medio fra la cima e la base. È evidente, che un cuneo enorme è stato messo non sotto la società, ma l'ha penetrato in mezzo. Quelli che sono al di sotto del punto sono stati abbassati più giù oppure addirittura ne sono schiacciati».

L'economia politica, benchè sia una scienza esatta, non ha potuto finora scoprire la legge, che esprime questo fenomeno. Le varie scuole d'economia si contradicono nelle loro risposte, benchè tutte riconoscano la legge fondamentale, che sta alla base di ogni indagine economica: la legge, che «gli uomini cercano di soddisfare i loro bisogni col minimo sforzo possibile».