«La Tribuna! Il Giornale d'Italia!… Dichiarazione di guerra! Dimissioni del ministero!»

Il ministero discute giorno e notte, Il Parlamento anch'esso prolunga le sue sedute in quel palazzo nero, a cui il lucernario tutto aperto dà l'aspetto di una damigiana sturata….

Vuoi partecipare alla discussione, tu che sognavi di troneggiare su questi gradini spifferando il discorso della Tiara? T'introdurrò volentieri pel collo della damigiana, perchè tu possa presiedere all'adunanza come un gran lampadario….

Non spaventarti…. E' il ronzìo dei mosconi politici!… Si dibattono con furia, senza speranza, per evadere dall'immensa tela di ragno formata dalle correnti di bava telegrafica, che s'agganciano, lontano, a tutti i punti dell'orizzonte….

Là giù le grandi banche sbavano senza fine la loro filante saliva di cifre agglutinate….

__Io.__

O Mosconi politici, cessate di ronzare!… Io prendo la parola. Ministri e deputati, v'impongo di togliervi dal capo il casco telefonico! Perchè vi prestate così ai tortuosi interessi dei finanzieri che vi trapanano il cranio con le loro fredde minacce e i loro dubbi puntuti?

Questo crescente mormorio nasale è la voce di Rothschild, che gorgoglia e frigge rabidamente fuori dalla placca metallica! Egli rifiuta semplicemente di sostenere la rendita e d'aprire i crediti necessari per le spese della campagna…. Chiudete, chiudete presto quella cloaca pestifera che vomita carogne, singhiozzi di spavento e riflessi di argento sudicio sulla spiaggia invasa dall'oceano della guerra!… Ascoltate piuttosto la turbolenta risacca di quest'ondata di studenti che si dimena e si lacera contro le file della cavalleria, scogliera coperta di schiuma!

Ma confessate, dunque, o deputati socialisti, che sotto i vostri piedi sentite oscuramente trasalire la terra! Il bel brivido avventuroso passò nei vostri cuori. Le vostre bocche ingombrate dalla sommossa delle parole somigliano alle strette porte delle caserme dove i battaglioni s'affollano pestando i piedi. Fuori da queste mura la guerra circola già come un sangue impetuoso, nelle vie, vene scoppiate dell'Italia!

Ecco! Ecco! Quei sassi veementi che fracassano le vetrate del Parlamento sono parole chiare! Che cosa rispondete?… Gli studenti esigono che si combatta! Decidetevi. La guerra è dichiarata. Che aspettate? Per tutta la notte udirete muggire questa marea di voci sotto le vostre finestre, e a volta a volta l'udrete scorrere e rumoreggiare fino all'altra estremità della città.