Ministri, deputati, spiegatevi! Non siete affetto divertenti, così ammucchiati a piramidi come vecchi proiettili nel cortile d'una fortezza. La luce dei lampadari s'avvilisce guardandovi, poichè vorrebbe, come la mia anima, mescersi a questi fiammeggianti clamori!
__Gli studenti.__
Aprite le finestre, o venite ai balconi! Deputati, vecchie puttane nazionali, aprite il vostro bordello! Vogliamo completare il Parlamento. Abbiamo convocati degli altri rappresentanti della massa popolare, che acconsentono a partecipare alla seduta discutendo sulla guerra!
Ecco le cortigiane e le prostitute cenciose,
i pederasti graziosi, i pregiudicati,
ex assassini, ex ladri, mendicanti brevettati
e pidocchiosi d'ogni specie,
Hanno tutti, come noi, diritto di governare,
più di voi, ad ogni modo, poichè sono
alteri amanti del rischio e del pericolo,
ingoiatori di catene,
equilibristi
ritti sul margine insanguinato del Codice,
ginnasti lanciati sul trapezio delle leggi,
che bevono l'avventura nella polvere
incendiata e nel vento delle strade maestre!
Essi ben sanno come si mordono le dita
a un poliziotto che vi malmena le costole
a ginocchiate….
La sommossa, la lotta e l'insidia paziente,
la guerra cauta, l'assalto a corpo a corpo
sono mestieri per loro…. Non hanno più niente da perdere,
e perciò sono completamente disinteressati!
Le finestre e i balconi traboccano di deputati. Possiamo dunque aprire la seduta all'aria aperta. La piazza è vasta. Quel monumento di generale defunto è già carico di frutta umane chiassose, bel trionfo da tavola che odora sulla tovaglia smagliante tra la pioggia adamantina delle lampade elettriche!… Quello è il settore degli assassini.
Sui tetti dei tramvai, le prostitute che già vi stanno arrampicate faranno vento agli oratori con la flora e le penne dei loro cappelli tropicali caduti giù dalla luna in riva a un fiume africano. Silenzio!… I pederasti s'avanzano cantando.
__Coro dei pederasti.__
Noi amiamo le rovine, vecchie pietre e vecchiotti azzimati, vecchi sfinteri e vecchi legni preziosi intagliati! Amiamo le rovine! E chiniamo la schiena, la sera, davanti alla storia, nel Colosseo e nel Foro romano. Poi ognuno di noi si dondola sull'ànche…. e ci prendiamo pei fianchi giocando a rimpiattino lontano dalla donna importuna! Sveniamo alle carezze che la brezza trascina nel molle chiaro di luna!
__Gli studenti.__
Bravi! Bene! Bis! Bis!