__Io__

Non li seccate, dunque, con la stupida Pace!
A che serve offrir loro quel piatto immondo
che dà la nausea?
Non domandano di meglio che di saltare in aria!
I loro occhi attendono lo scoppio delle fortezze,
il barcollare delle corazzate briache fradicie,
e sverginate dagli obici.
Le loro nari sognano del profumo
pungente e violaceo della polvere….
D'altronde, non avete più gas nei vostri tubi,
o cannelli ciarloni!…
Le vostre fiamme oratorie si ripiegano e strisciano…

Non già per ascoltarvi, ma per osservare meglio le traccie della vostra cupa e bruciante stupidità in questa folla, io discendo e m'aggrappo, poggiando le ali del mio gran monoplano su questi due capitelli romani… Ed ora fra le mie ruote si dondola con grazia il mio grosso pendolo futurista, il Papa!

Subito un vasto clamore sommerge gli oratori, e la loro voce, e le loro braccia flagellanti. Un migliaio di bocche spalancate succhia lentissimamente la mia apparizione, fra il traboccare dei fetori acidi, il patatrac delle grida spezzate ed il flic-flac delle voci sozze….

__Io.__

O studenti! Operai! Non più discorsi! Voglio insegnarvi a fischiare gli oratori, poichè io stesso ho l'aspetto ridicolo d'un uccello appollaiato su un albero che stia arringando i pesci che girano nei vortici d'un fiume…. Voi siete nell'acqua sorda della folla, mentre io sono in cielo!

Bisogna deridere tutti i ciarlatani, poichè l'eloquenza, stasera, potrebbe solo mentire. Si deve soltanto agire! Bisogna che quest'arena s'inclini ad un tratto come un'immensa brocca piena di vino sanguinante sulla frontiera, e l'inondi! La Guerra!… La Guerra!… Ecco tutto il mio discorso…. Esordio e conclusione!… Partiremo domani per la battaglia… Per divertirvi intanto, mentre s'aspetta l'aurora, ho preso al laccio questo bel corvo gigante!…

__Gli studenti.__

Oh! com'è bello! Oh! com'è bello!…
Gettaci, gettaci il corvo! il corvo!

__Un oratore.__