Laggiù, il Veneto s'annega coi fianchi ignudi dei suoi fiumi carnali nella marea crescente dei vapori violetti…. O Tempo ti sputo in faccia!… Tu che sei il più odiato e il più tremendo di tutti i nostri nemici!… So che la mia velocità e la mia febbre t'irritano!… Ed è perciò che accelero il polso del mio motore! La rabbia, forse, farà scoppiare il tuo cuore, o Tempo, vecchia anitra colossale, dall'ali frangiate di fango, le cui zacchere enormi intenebrano la città….

Chi mai ti disse che devo percorrere
ad ogni costo, ad ogni costo,
più di cento chilometri, prima di sera?…
Tu ne approfitti, per corrermi incontro,
aprendo immensamente le cesoie metodiche
del tuo becco, ingombro d'un groviglio
di minuti vivi e di secondi velocissimi….
vermi, insetti e fetide cavallette
che tu mastichi precipitosamente.
O tempo rapace!
Tu pretendi divorare tutto il tempo
che ancora mi resta!…
Che m'importa delle giornate solari, cronometri guasti?
Io posso raddoppiare il mio orologio
salendo in cielo, sempre più in alto,
affinchè il sole mi colpisca ancora gli occhi
con la sua ora elastica….
Tu ti sganasci a ridere credendolo morto,
rovesciato al di là dell'orizzonte
con un colpo d'ala!
Ma ha finto di morire…. Lo vedo ancora
fiammeggiare nello spazio col suo lungo sorriso….
O Tempo,
tu credi di poter troncare il mio collo illimitato
e soffocarmi tra quattro piccoli quarti d'ora
e fare a pezzi i miei polmoni di pallone!…
Ah! ah!… Siamo due potenze
coalizzate dal desiderio di domarti:
il mio genio caparbio e il mio libero motore!…

Nessuno osò, prima di me, colmare il nero fossato dalle profondità incalcolabili che divide il gran regno animale dal regno meccanico, tutto velato di fumi!

Motore, tu sei mio fratello, mio compagno, mio alleato, come se fossi un buon cavallo da guerra!… T'ammiro assai più, fratello perfezionato, perchè sai prolungare ogni giorno la tua giovinezza, cambiando ad una ad una le tue membra, albero eterno dalle inesauribili primavere! O Tempo, anitra che diguazzi in paludi intessute di cifre, ora sappi che l'acciaio di questo fedele motore è almeno più vivo della mia carne futurista!

Come il mio corpo, tu contieni, o Motore, cento o duecento popoli di molecole, ognuno organizzato da un capo cosciente e tutti domati da una Legge, regina che impone dovunque la sua volontà di coesione, da una Legge autonoma che pur si fonde col Destino! La mia libera volontà può stasera sposare nella battaglia il mio destino di morte! Essa è identica, dunque, alla legge che regge questo mio motore vivo!

E' perciò che mi slancio, sorvegliando
la reazione fisico-chimica del mio corpo.
Il mio motore, intanto, più che mai cosciente,
fa altrettanto!…
Bella nuvola lilla, dalla veste di gala,
fate una riverenza al mio motore!
Io m'infischio di voi, nuvoloni astiosi
dal ventre flaccido e giallo….
Vecchi nuvoloni positivisti, senza ideale,
m'infischio delle vostre verdi smorfie ironiche!
O scetticismo desolante di questo cielo senza passione
che filacciosamente si stira
con tutte le sue raffinatezze di rosei bagliori,
senza degnare d'uno sguardo il mio motore!…
Motore, fratello adorato la cui bellezza m'offende,
fai bene a sputare sulla dolorosa ebbrezza
di questa sera dai profumi amari e lamentosi
e su queste povere voci'd'agonie persistenti
che la grazia delle stelle ardite e gaie
non può consolare!…

O Tempo! Mi scaglierò contro di te,
e ti spezzerò le ali,
e romperò la tua voce asmatica d'orologio!
Chiama pure alla riscossa lo spazio,
vecchio avoltoio podagroso
che lascia dietro di sè come striscia di bava
il bianco nastro delle strade e i grandi archi
dell'orizzonte, simili a immense lumache
arrotondate!…
Tempo! Spazio! Sole divinità padrone del mondo!
Io mi ribello contro di voi!

Spazio! Tu mi mettesti intorno al collo, come una cavezza, questo mutevole orizzonte irto di monti, di piani e di città capellute!… Tu mi lasciasti, sola libertà, la distanza che separa la mia gola palpitante dal cerchio chiuso dell'orizzonte…. Ora io t'impongo—comprendi?—d'allargarlo di più, sempre di più, finchè si schianti!

E tu, esecrabile Tempo, farai altrettanto! Tu devi, ti piaccia, allentare la strangolante e sinistra cavezza dell'ora…. dell'ora che segue quella che viviamo e che da ogni parte la stringe per dominarla meglio e per soffocarla uccidendo la mia azione! Tempo! Spazio! Che direste se bruscamente attraversassi, in dieci secondi, l'intervallo che mi divide da questo rotondo orizzonte che, secondo i vostri calcoli, m'aspetta soltanto fra un'ora?… Ah! ah! ridete giallo, e sentite tremare sotto i vostri piedi geometrici i piedestalli della vostra potenza millenaria!

E' perchè—cordialmente ve lo confesso—
il mio motore ha talvolta delle velocità stupefacenti.
Voi sapete, d'altronde, che tutti i chilometri
non sono lunghi ugualmente….
Alcuni sono di trecento, ed altri d'ottocento metri….
E vi sono delle ore che si slanciano
mentre altre s'addormentano….
Tutto ciò manca d'ordine e di precisione!…
Sappiate che uno spirito forte come il mio
può dare a un'ora l'ampiezza di una settimana,
o serrarla nel suo pugno duro,
come un limone
da cui colerà soltanto il sugo
d'un minuscolo quarto d'ora!…
A forza di desideri e d'attese guardinghe,
conobbi le segrete serrature
che chiudono i collari dell'orizzonte e dell'ora.
Ed ecco: adesso batto la testa
nei quattro cantoni di questi quattro quarti d'ora
che m'imprigionano!