Ma tutt'intorno c'è una cornice assai più grande, e assai più elastica…. E' la giornata solare. Poi, più ampia, la mutevole stagione, fragile, infinitamente allungabile…. guardate! La mia tenace volontà e la mia sensibilità, collaborando coll'elica fanno della velocità una cosa assoluta!…

Spazio, io ti costringo, volando, a mettermi intorno al collo, incessantemente, senza riposo, ad ogni istante un sempre nuovo orizzonte!… Carezze sempre diverse e sempre più cupe!… Non è la Via Lattea, che m'abbellisce, in questo momento, una fulgida collana di perle che potrebbe inebbriare il collo della mia amica? Suvvia! Fa presto! In quale orizzonte stai dunque per rinchiudermi!…

Tempo! Spazio! Sarete sorpassati per forza! Spazio! tu perderai, ogni volta, un po' del tempo, tuo amico…. La mia cavezza è almeno cento volte più larga di quella che lega quel treno sorpassato! Fra un'ora tu dovrai allungare la mia all'infinito!… Meglio varrebbe abbandonarla subito!… Ecco! E' già fatto! Al diavolo il Tempo e lo Spazio! Dieci secondi mi sono bastati per giungere al confine! Butrio! Palmanova! Vi sento sotto di me Quel polverie di fuochi agonizzanti è Gorizia o Gradisca…. Volgiamo a destra! Sotto le fiere stelle guerriere, che vortici! che vortici! Cado su una profondità, e bruscamente mi sento strappato dal mio sediletto, così che me ne vado, a caso, a nuoto, a passeggiare sull'ala destra…. Ma presto m'allungo, di nuovo seduto, col naso sulla bussola, ed ascolto….

Io tolgo l'accensione…. Silenzio? No!… Quasi!… un funebre e crescente scalpiccìo d'eserciti…. Sono laggiù a trecento metri sotto i miei piedi, nell'oceano delle tenebre…. In cerchio, gli echi, tutt'intorno, ricaccian nella loro gola ingombra il sordo rotolìo dei cannoni pesanti.

In quella cupa prateria, sul ventre semiaperto d'un carro, un nero profilo si china, inzaccherato di rosa dalla fiamma d'una candela. Un soldato telegrafista, chiusa la testa nell'elmo sonoro, ascolta parole volanti che hanno balzi lunghi più d'un chilometro…. Scivolo via per un momento, a fianco a fianco con una giovane stella filante che mi disvela il mare cadendovi dentro, gabbiano d'oro che raggiunge il proprio riflesso….

Quel fresco nastro azzurrino è una strada larga, lungo la riva…. Scendo morbidamente per non schiacciar contro il suolo il mio papa, vecchio pendolo assopito che avevo dimenticato!… Egli si desta singhiozzando, infarinato come un barile nella polvere, mentre trascino il mio monoplano sul dolce declivio della spiaggia….

Finite dunque di lambirmi i piedi, onde gementi che venite, piangendo, a rannicchiarvi tra gli scogli?… La rada guardinga trattiene il morbido sciacquio ed il respiro per non svelare quell'intenso nocciolo di tenebre che spicca sui lucidi inchiostri del mare: una torpediniera a fuochi spenti! Vasto silenzio, interrotto ad ogni secondo dallo sternuto dell'onde sulla ghiaia…. Quella grotta che tossisce per vecchiaia, per angoscia e per noia, dorme assai male, stanotte…. Per me, pregusto già le delizie profonde d'un lungo sonno…. Morire domani? Che importa? Meglio così! E dormi anche tu, mio motore!… Riposa i tuoi polmoni, facendo grandi sogni di velocità…. Io mi stendo nudo, supino, nella sabbia, e subito le stelle dell'Orsa Maggiore mi gridano in cadenza: «Buona fortuna! Buona fortuna!»

__Io.__ (con le mani a portavoce)

Grazie per la mia patria!… Grazie! Grazie!

11.