11.—La febbre assolutamente sportiva di giungere prima degli altri italiani e prima che gli austriaci se la svignino. Record!
A Trasadis riceviamo, Bosca ed io, l’ordine di lanciarci soli alla massima velocità verso Tolmezzo prima che il ponte sul Tagliamento sia fatto saltare. La piazza di Alesso è tutta ingombra di bersaglieri ciclisti. Sono uomini e biciclette tutti sdraiati a terra affranti, sfiniti dalla corsa sovramuscolare. Vorrei elogiare cantare i battiti burrascosi di quei cuori giovanili, l’ansare di quei polmoni, il respiro di quelle bocche bruciate e nutrite di polvere e il sudore grondante di quelle facce smaniose. Ci guardano con invidia, quasi con ira. Il colonnello De Ambrosis con lo sguardo malinconico, e la voce dura ci grida:
—Una sezione di blindate, soltanto, a tutta velocità!
Vedo molti bersaglieri ciclisti, mordersi a sangue le dita. Speravano di vincere la gara. Altri avranno la preda, magnifica. Alcuni si alzano. Un tenente bersagliere parla concitatamente a De Ambrosis. I suoi occhi implorano, e mentre con elastico colpo di reni la mia blindata riparte, vedo il tenente bersagliere slanciarsi fra le biciclette e urlare:
—Primo plotone; con me, via!
Tremenda festa di muscoli esasperati dalla gioia per l’ultimo sforzo degli sforzi al di là di ogni forza umana. Durante i primi minuti i bersaglieri ciclisti a destra e a sinistra tengono testa alla mia velocità. Ma la strada si precipita giù e la vediamo a 100 metri inerpicarsi polverosa nel sole. I ciclisti sono diventati proiettili. Debbono con lo slancio di una valanga acquistare nelle discese l’impeto per aggredire le salite. Piombano infatti giù quasi rischizzando poi scopati su da quella riserva di velocità. Tutti su... su... su... ci siamo! E le facce roventi dei bersaglieri si placano bevendo a larghi sorsi il vento inebriante della nuova discesa.
Divina strada che scende con molle arabesco, si tuffa nel verde, inoculandosi!
Siamo il sangue tonante rivoluzionario e sportivo d’Italia, che scorre scorre giù nelle intricatissime arterie della montagna Carnica!
—Somplago! Somplago! grida Menghini. Conosco quel paese!
Menghini è raggiante. Le sue mani al volante sono contratte dall’emozione.