Tip.-Lit. A GORLINI—Milano.

INDICE

Pag.
[I.]L’offensiva dell’amore5
[II.]La Dama al Balcone e le serenate massacrate23
[III.]La battaglia chimica e gli aloni azzurri33
[IV.]Una donna-premio 46
[V.]Il pazzo62
[VI.]Un’esposizione futurista navale66
[VII.]La 7476
[VIII.]Gli equipaggi della Luna81
[IX.]Il Deposito fa schifo98
[X.]Vita da cow-boys107
[XI.]La marchesa Casati e i balli futuristi126
[XII.]Una festa napoleonica136
[XIII.]I veleni del Golfo143
[XIV.]Una festa petroliniana162
[XV.]Cavalleria medioevale e blindate futuriste170
[XVI.]Le ville nostalgiche181
[XVII.]Duello fra Caviglia e la pioggia190
[XVIII.]La Vittoria212
[XIX.]La villa devastata225
[XX.]Le Forze della gioia, della pietà e della vendetta237
[XXI.]Lavami, lavami, o amore257
[XXII.]Fiumi, campane, donne e mitragliatrici innamorate268
[XXIII.]Massaggio del corpo divino dell’Italia279
[XXIV.]Un parto in blindata288
[XXV.]Un esercito in trappola302
[XXVI.]Pagiolin, colombo viaggiatore325
[XXVII.]Un’isola profumata nel fiume puzzolente346
[XXVIII.]La più bella notte d’amore359
[XXIX.]A mensa col vinto fra i rottami dell’Impero Austroungarico364

I.
L’OFFENSIVA DELL’AMORE

La sera del primo giugno 1918 nella baracca dei bombardieri piantata spavaldamente a sghimbescio sopra una cresta montana di Val d’Astico, si mangiava e beveva allegramente. Le lunghe lunghe forchette rosse del tramonto s’intrecciavano con le nostre, arrotolando gli spaghetti sanguigni e fumanti. Una ventina di ufficiali, tenenti, capitani, colonnello Squilloni giocondo e pettoruto a capo-tavola. Fame da bombardieri dopo una giornata di lavoro duro. Silenzio religioso di bocche che masticano preghiere succolente. Teste chine sui piatti. Ma i più giovani non amano le pause, e vogliono ridere, agire. Sanno la mia fantasia feconda in beffe e mi eccitano con occhiate. C’è troppo silenzio a tavola, e il buon dottore è troppo gravemente assorto nel rito della pasta asciutta.

Con quattro bocconi io placo il mio stomaco poi mi alzo e brandendo una forchettata di spaghetti, dico ad alta voce:

—Per non impantanare la nostra sensibilità, spostamento di due posti a destra, march!

Poi tirando su alla meglio piatti, bicchiere, pane, coltello, spingo brutalmente il mio compagno di destra, che a malincuore cede, tira su tutto anche lui e spinge a destra. I giovani, pronti, eseguiscono l’esercizio, ma il dottore sbuffa, brontola, grida. Lo sollevano di peso. Il piatto di maccheroni gli si rovescia sulla giubba. Crollo di bicchieri Inondazione di vino. Risate, urli, schiamazzo. Tutti spingono il dottore, lo pigiano come l’uva. Schizzano le sue urla.

Dominando il tumulto, io comando: