Contrasto prodigioso. Passo lento in cadenza, saggio, ritmato, monotono col dolce ondeggiamento dei gonnellini quadrettati color pinete alpestri, giubba kakì, berretto in forma di barchetta rovesciata sull’orecchio, fasce a mezzo polpaccio fissate da nastro e fiocco rosso. Splendore dei cuoi e degli ottoni. Tutti calmi con l’azzurro mite degli occhi rapito ai cieli di Scozia, tutti obbedienti per sempre al peso del fucile e degli zaini eleganti. Accompagnano la marcia con una melopea che senza urto s’innalza, si spande
o-eee o-eee o-eee hurraaa!
o-eee o-eee o-eee hurraaa!
I bersaglieri salutano con tutte le trombe alzate, pigiano donne e bambini sulla sinistra e offrono con un frastuono infernale la destra all’altra razza che passa.
Lenta - grave - forte - solenne. - Uno - due - uno - due, con piccole risatine brevi negli occhi senza voltar la faccia, uno - due, uno - due, venuti da lontano e sicuri della strada futura marciano gli scozzesi. Quando il tenente dà l’ordine, allora soltanto i pifferi nordici spruzzano allegria, e le sacre zampogne incominciano a gonfiare pance e mammelle con gioia comandata fra le braccia degli antichi montanari gonnelluti che le portano maternamente—nazii iii ziii biii biuu.
I bersaglieri suonano il tippereri senza parole urrara pum - pumb papapapum - pumb para pum pum-pumpum.
Rispondono gli Scozzesi
Adioo miabeladioo.
Passa il carreggio Inglese. Lussuoso scintillio di ottoni sui cavalli fortissimi. Zampe ingonnellate di lunghi peli. Il sole sembra ruzzolar giù magnetizzato sui finimenti ghiotti di scintille. In alto sui carri verde scuro pieni di cose ricche inutili i guidatori in kakì faccia rossa polverosa colla pipetta all’angolo della bocca.
Dietro, vengono più grandi, terremotando, gli autocarri inglesi, scatoloni colossali o palchi automobili per assistere ai cortei. Smisuratamente sproporzionatamente. I volantisti, pipino in bocca, faccia rossa polverosissima sembrano arrampicarsi come topi sui volanti.
Questo secondo autocarro è ancor più grande. L’ultimo gareggia con le case. E’ forse una casa di Folkestone col suo giardinetto a guisa di strascico. Portano tutto con loro gli Inglesi. Ogni battaglione trascina una città di case dinamiche riboccanti di spettatori.