Così, sporgendomi al balconcino, salutai la luna che avevo maledetto il 27 ottobre sul Carso, tutta gialla, allora, insozzata forse a dipingere bandiere austriache.

Un’ora dopo ci accompagnava in carrozza rotolando in alto grassa, bianca e felice la luna enorme. Fresca campagna dilatata dalla gioia della vittoria. Passiamo sulla Secchia, rapita anch’essa di gioia lunare.

—Non cercarmi, non scrivermi, ti scriverò io, mormora Rosina abbracciandomi. Mio marito è geloso, ti ucciderebbe!

Sento che Rosina sta per trasformare suo marito imboscato in un ardito.

—Non venirmi a cercare, ripete Rosina, verrò io a Milano da te.

Non l’ascolto. Penso di dare al mio prossimo poema i ribollimenti e formicolii d’argento della Secchia che scorre dolcemente quasi nel mio cuore. Le vigne alte sospese a braccia spalancate, aggrappate ai gelsi mi danno colle loro grandi ombre nere animate dei consigli energetici. Il vecchio cocchiere porta ora in equilibrio sul cappello a cencio la pletorica luna piena. Vorrei affrettare il passo del cavallo. Sono stanco di voluttà. Le ruote della carrozza svegliano in me il ritmo pneumatico della mia futura blindata, nuova amante per le velocità della prossima vittoria.

V.
IL PAZZO

Sono costretto di passare 2 giorni al deposito di Scandiano.

Due giorni di burocrazia militare aereati dalla compagnia del futurista Virgilio Marchi, granatiere valoroso, ora invalido di guerra. E’ riuscito a improvvisare qui una piccola esposizione di quadri futuristi. La visito per consolarmi dell’atmosfera imboscata discutendo sull’equilibrio delle dinamiche architetture ideate da Marchi.

Spacco, sfondo e incendio la tediosa atmosfera di Scandiano con un discorso ai bombardieri e una susseguente discussione sul futurismo col generale Sacchero. Dormo male a Scandiano, assillatissimo dal desiderio di conoscere presto la bella blindata che mi aspetta, le sue forme snelle e il suo cuore carburante. Ma la mia propaganda futurista e quella degli amici Marchi e Francesco Flora sembrano aver già trasformato la piccola città ultra-passatista.