Ribollimento frenetico d’oro solare fra le navi. Spirali, fantasie, ramificazioni dei fumi bianchi-grigi, perlacei che salutano i lontanissimi combattenti.
Ma insiste la pressione dell’alto mare colmo di cobalto che vuole straripare sull’orlo della diga: cobalto freschissimo che schizza, balza dai moli al mio colletto di mitragliere S. Etienne, e si frange blu sui vetri dell’ultimo piano di S. Benigno. Questi vetri si offrono bersaglio ai cannoni di una possibile squadra nemica.
S’avanza invece e si delinea in alto mare un corteo amico di navi variopinte.
12. No! 22. Altre ancora si sbozzano. Sono 29.
Il sole le vernicia. Balzano, lingueggiano, s’intrecciano le linee colorate dinamiche sui loro scafi alberi e ciminiere. Tutte camuffate. Poichè non possono entrare nel porto già pieno, esse si dispongono in lunga fila parallela alla diga. Lo spettacolo mi gonfia d’entusiasmo. Volo coi miei sguardi che si avventano gioiosi verso le navi. Grido ai miei amici mitraglieri tutti in piedi, tutti presi al collo dal blu inebriante dell’alto mare:
—Ecco la prima grande esposizione futurista! Una sala alta 50 Km. dal pavimento di cobalto. Ventinove giganteschi quadri e complessi plastici colorati in movimento. Guardate! Quella linea rosea sulla prima nave a destra, quella linea slanciata che si arrotonda suggerisce l’idea di una poppa di nave mentre ne copre il ventre in realtà. La vera poppa essendo colorata in turchino, come vedete, vien presa a distanza per il turchino dell’alto mare... Sulla seconda nave l’angolo acuto nero quasi a fior d’acqua suggerisce l’idea di un basso bompresso di piccolo veliero. Queste navi furono camuffate dagli armatori inglesi sui disegni del pittore futurista inglese Newinson allievo e ammiratore di Balla e di Boccioni. Così il genio futurista italiano, imprimendo attraverso le sue esposizioni europee i suoi ritmi dinamici e le sue volanti colorazioni all’ingegno plastico inglese, può vincere la cubatura pesante tedesca e i suoi pericolosi sottomarini. Ogni nave così trasfigurata contiene 4 o 5 illusioni di mezze o piccole navi da trascurare o da sbagliare tirandoci sopra.
I pittori futuristi nei quadri precedenti creavano compenetrazioni e simultaneità di linee e colori nel tempo e nello spazio. Volumi e colori dell’esterno-interno apparente-reale lontano-vicino, colore, peso, odore, rumore da suggerire a noi che li guardavamo.
I pittori futuristi che dipinsero queste grandi navi o complessi plastici-naviganti vogliono anch’essi con le loro linee compenetrate e le loro simultaneità di colore e forma, suggerire ciò che non c’è, nascondere ciò che c’è, traendo in inganno e beffeggiando i sottomarini in agguato! Ah! ah! ridiamo, amici, ridiamo di gioia poichè tutti i simboli si armonizzano e si perfezionano. I sottomarini altro non sono che critici passatisti di questa grande esposizione futurista navigante. Critici pieni di bile compressa e d’invidia, che sognano di uccidere le lampeggianti sfolgoranti creazioni del genio novatore. Inutile spiegare! Il sole è il più sollecito e più eloquente dei conferenzieri e il più chiaro illustratore.
La fila delle navi-quadri s’immobilizza, a 3 Km. da Sampierdarena, nel mare. Andiamo, amici, a visitare a nuoto la prima grande esposizione futurista!
Mezz’ora dopo tutti in costume da bagno entravamo in mare allo stabilimento Colombo vera tonnara di donne e bambini. Cento salvagenti verdi, costumi neri, cuffie rosse. Vasto guizzare e anguillare di braccia e gambe. Grassi mappamondi rammolliti. Corrono bambini come piccole stelle di carne. Migliaia di scimmie scimmioni scimmiette. Donne e bambini aggrappati alla corda, sono violentemente strappati dall’ondata schiumante pigiati, spremuti come frutti banani pere o datteri sopra un unico gambo investito dal vento. L’ondata si precipita sui bagnanti come la voluttà si slancia sui nervi. Colle mani pesanti di schiuma, rotola, impasta, strizza, pesta, spalma questa pasta di femmine, d’imbelli e d’imboscati per insegnar loro un po’ di guerra. Tra le potenti dita bianchissime del mare la pasta umana sprizza il suo lievito di paura.