iiiiiiiii ui ui
iii
iii
nitriti gridiii
guaiiiti.
L’umanità subisce il coito delle forze. Ecco, donne e bambine si avanzano con paura-coraggio, frenetica allegria e isterico terrore contro l’urto dell’ondata... Voglio, non voglio, temo, ho paura scappiam, restiamo, pigliamola in faccia. Dio! i capelli!... Tutta bagnata!... Che freddo! l’acqua sulle gambe e sul ventre! Mi do a te, mi apro tutta a te, mare rude, potente invadente massiccio, mare sverginatore, uccidimi possiedimi mare guerra, eroismo massacro! Ho paura, mi fai male, sei troppo brutale, mi piaci, ti odio!...
Aiii Aiii Siii Siiii
Aaaaaaaaa iiiii
Una mamma va incontro all’ondata portando fra le mani un grosso tondo bambino nudo. Sembra volerlo lanciare con un calcio di foot-ball contro l’irruente alta schiuma, che crolla
Taaaraagiiiiuuu
gggiiii uuuu
giaaaa.
Disinvolta, quella mamma! Sembra snaturata. Eroica certo e il destino la ricompensa poichè il suo tondo marmocchio ruzzola nell’onda, capriola ed eccolo più sano di prima sulla sabbia. Vorrei l’Italia fosse così disinvolta nel lanciar la sua prole contro il nemico che schiuma di rabbia e d’odio eterno come il mare.
—Amici! grido allora, usciamo da questa coloratissima tavolozza che ha per colori donne e bambini e ondate schiumose!
A nuoto ci lanciamo nel ribollimento argenteo abbagliante verso il pavimento di cobalto della grande esposizione futurista da visitare. Lontano qua e là, a destra, teste nere d’altri visitatori. Barche nerissime irte di rematori e simili a pettini neri coi denti al cielo. Tentano di criticare, discutere nella pienezza geniale del mare che bolle sicuro di sè. Piove fuoco argenteo vivo di gioia artistica. Ogni onda ha una sua idea in cresta che fiammeggia. Per essere più degno e più intriso d’arte sublime mi arrampico su un trampolino e
Patapluum Plufff
giaaaa ggggggggg di schiuma
Nuoto sott’acqua a occhi aperti, vedo in alto una volta incendiata. Scintille di rumori nelle orecchie blublublublu bloblo tlac tloc gott gluglu.