Il cuore-motore della mia 74 precipita i suoi battiti e mi risponde come un cavallo con nitriiiti, nitriiiti, nitriiiti.

La sua allegria si manifesta nel mostrarmi tutte le sue virtù. Ecco il ci-ci-cigolio di mille passeri giulivi nelle sue giunture-costole d’acciaio. Sarà bello amarla e stringerla con passione, o meglio viverle nel cuore quando si batte.

Ma sono stanco di goderla dall’interno, voglio vedere le sue forme potenti correre fra le raggere tropicali di questo pomeriggio sulla strada di Varazze.

Lascio il volante al mio volantista Menghini, che avrà pieni poteri in mia assenza sul cuore-motore della mia 74. Ho aperto lo sportello di sinistra. Seduto di fianco sul seggiolino colla schiena presa nella cinghia-spalliera ho le gambe penzoloni fuori a picco sul mare di schiaffi pugni bava e smeraldi vendicatori.

Gioia disinvolta sfrenata di darmi così alla molleggiante velocità com’è una saltatrice sul cavallo nel circo dopo il bel cerchio di carta sfondato. Mi sento preso così a mezzo corpo dall’immensa rabbia amorosa dell’orizzonte marino. La mia gamba destra allungata verso l’invisibile acceleratore della velocità spirituale; la mia gamba sinistra piegata sul predellino fuori.

Sotto di me, le volanti docce di schiume bianchissime e gazose ggggggg. Microscopico stabilimento di bagni che magnetizza i miei muscoli polverosi. Al sole obliquo una cuffia rosso carminio di bagnante. La vedo guizzare nel molle cristallo verde col roseo lampo dei polpacci. Snella agilissima, ma meno snella, meno agile della mia 74. La strada curva è girata, o meglio presa in giro dalla nostra fusione veloce tlantlantrintrrrrr trrrr. Polverone sferico, blocchi di caldo roteanti. Trombe d’aria sbatacchiate fra le facciate delle case sovraccariche di biancherie roventi alate. Ondeggiare frenetico della mia 74 fra le resistenze dei metalli. Anguillare sulle anguille affettuose delle rotaie.

Incrociamo delle automobili festive, veri salami-proiettili. A Varazze, urrah! la mia 74 incontra le sue 7 sorelle e torniamo in squadriglia sferzati dai lunghi raggi del tramonto, in una gara pazza di velocità verso Genova e Rapallo.

Ognuno dei miei 7 compagni auto-mitraglieri pretende che la sua amante blindata sia più veloce della mia. Le 8 donne d’acciaio lanciate gareggiano, gareggiano, gareggiano, precipitando il ritmo dei loro cuori-motori fra i mille ostacoli ganci ombre insidiose, riflessi lunghi e corti, rosse occhiate languide delle bettole e maledette lanterne dei passaggi a livello. Il mare si precipita contro le scogliere sotto la strada, infrangendo con fracasso ogni barriera. Folla urlante di onde-faccie schiumose di sudore rosso per vedere, per vedere la corsa delle blindate impazzite. Entrando in Genova la mia 74 è in testa. Ritmo perfetto, dominatore del cuore-motore obbedientissimo a me. Rallentiamo sotto la curiosità affannosa e ronzante delle lune elettriche. Ma fuori verso Nervi dove il mare sventaglia dolorosamente sulla ghiaia la tosse dei suoi risucchi malati, la gara riprende, le agili donne d’acciaio corrono cantando felici d’essere possedute da maschi e di possedere il lunghissimo tortuoso corpo della strada con lesbica virilità.

La luna piena succosa che si sbuccia dalle nuvole sull’orizzonte marino è il nostro traguardo magnetico.

Le sette blindate che mi seguono tentano ad ogni curva di sorpassarmi. I miei amici ignorano il segreto della mia superiorità. Ognuno maneggia sapientemente la propria amante, ma non ha raggiunto il grado di fusione perfetta che mi lega alla mia 74. Tutti i calcoli meccanici sono cancellati da questo slancio impetuoso che io imprimo ora con la mia volontà al cuore-motore. Correre, correre, correre, accelerando cento altri acceleratori sconosciuti e misteriosi che mi sono nati sotto i piedi, sotto le dita, sul volante e nella mia fronte. Non sento più la pressione invidiosa delle altre sette macchine dietro di me. Sono distanziate. Ecco gli esuberanti volumi di vegetazione di Camogli e in mezzo a loro in fondo alla strada che strapiomba sul mare la luna, la bella luna di carne tiepida e profumata da infilzare. Stop. Ho vinto la gara.