A 50 metri da noi, altro dialogo tra due reparti avversari.
—Lei con le sue mitragliatrici è fuori uso.
—Io considero prigioniera la sua sezione.
—Se vuole, si accomodi, signor capitano!
Mi consolo dell’ironia scoraggiante e del caldo tropicale con l’ammirare una giovine mugnaia in rosa ritta sulla chiusa d’un mulino con un orinale azzurro nella mano destra. Beve estatica il tapaplum tapaplum di 3 cavalieri che galoppano sotto il ta-ta-ta-ta di una mitragliatrice innocua, a salve.
Ssssssssssss della limpida vasta gomma di acqua convessa dell’affioratore. Gonfia gelatina trasparente che contiene tutto il sapore dorato dell’agosto. Cristallo mobile che porta l’immagine precisa della mia blindata.
Rrrrrrr d’areoplano in cielo. Un fascio di sole fuor delle nuvole investe una bandiera azzurra alla finestra d’un cascinale.
Passa un cavaliere con una bandiera rossa e bianca nello stivalone.
Davanti, il prato è una fusione di smeraldi. Quattro bambini pastori. Si chiamano forse Rosa Italia, Ninette France, Nik Wilson, John Bull. Sorvegliano 2 groppe enormi cubiche: un toro cieco che si chiama certamente Berlino, una vacca elegante magrissima che si chiama senza dubbio Vienna.
Mascelle: bruuc bruuc bruucroff bruucroff.