Alla mia destra e davanti a me due commercianti ricchi fornitori di guerra.
Fingendo di sonnecchiare li ascolto.
Quello di faccia calvo, pancione dice:
—Che sole, al lido d’Albaro! Ci si sta bene. Come a Napoli. Pesce fresco. Abbiamo passato io e mia moglie una giornata divina.
La moglie che gli sta vicino, grassa impellicciata, quarantenne, vecchia luna, approva col vasto seno.
—Se un affare mi va bene, mi prenderò in affitto una villa per l’inverno prossimo. Non capisco come si possa, quando si può, preferire di passare l’inverno nel fetido nebbione milanese. Ora c’è molto lavoro. Io quest’anno per il lavoro non ho fatto la campagna.
Penso che per questi imboscati il fronte temibile è Milano con la nebbia per nemico.
Senza rancore, continuo ad ascoltare.
Il mio vicino di sinistra altro tipo di fornitore di guerra, trentenne, magro, racconta con solennità:
—Siamo stati su, in montagna, sopra Pontedecimo. Una signorina americana colla sua brava licenza di carrozza pubblica ci ha portato dappertutto. Come guidava bene! Abbiamo scovato così su, su, in un piccolo villaggio del burro in quantità! Ne ho un pezzo nella valigia. A proposito, tu non sai che il bel Luigi è morto! Non si sa più nulla di lui. Abbiamo fatto tutto per sapere se era prigioniero. E’ certamente morto. Se avesse voluto! Dopo la prima medaglia ha voluto partire ancora! Già non è stato mai un giovane capace e serio. Faceva il bel giovane. Eleganza e donne! Suo fratello sì, che ha guadagnato dei soldi! Sua sorella è stata veramente fortunata, ha sposato un milionario!