Patto, in verità, inutile, poichè non c'era più pericolo che i Catanesi costruissero grandi palazzi. La paura dei terremoti ne avrebbe già fatta passar loro la voglia, se non avessero poi dovuto astenersene per una più persuasiva ragione: la mancanza dei mezzi. A poco a poco, nel corso dei secoli, la città aveva perduto l'importanza e la prosperità godute durante l'epoca greca e la romana, quando scrittori come Tucidide, Pindaro e Cicerone ne lodavano la grandezza e la bellezza. Non era stata menzionata da Ausonio insieme con Siracusa, allorchè quest'ultima gareggiava con Atene? Ma gli stessi documenti della prisca gloria, i sontuosi monumenti che l'avevano un tempo decorata, si disperdevano per le concomitanti ingiurie del vulcano e degli uomini; oggi, dopo tanti altri cataclismi e vandalismi, ne resta poco più che il ricordo.

NEL PORTO. (Fot. Gentile).


II.

MUSEO DEI BENEDETTINI — CERERE.
(Fot. Giuffrida).

A tutti i Numi dell'Olimpo sorsero qui tempii sontuosi, e ad uno ad uno furono sostituiti — vecchia storia — da altrettante chiese cristiane. Quello di Bacco, presso le terme Achillee, ricco di dodici altari, somigliava, assicurano, a quello di Eliopoli: sulle sue ultime rovine, nel 1400, coi tesori di Ximene e Paolo di Lerida e i doni della regina Bianca, si fondò il monastero di S. Placido. Sul tempio di Giano, San Leone II, il ravennate taumaturgo vescovo di Catania, eresse una chiesa a S. Lucia; caduta questa col terremoto del 1075, fu sostituita dalla chiesa dell'Annunziata e nel 1200 da quella del Carmine ancora esistente. Castore e Polluce avevano un sacrario di marmo, di stucco e d'oro, sul quale, nel 1295, fu costruita la chiesa e la badia di S. Giuliano. Nel 1329 la regina Eleonora, moglie di Federico II, fece costruire a proprie spese, ordinando poi che ve la seppellissero, il convento di S. Francesco sulle rovine del tempio di Minerva. Sedici anni dopo, nel 1355, fondandosi la chiesa di S. Benedetto, si trovarono e scomparvero tosto per sempre i ruderi del tempietto d'Esculapio ed il suo simulacro. Sui rottami del tempio di Proserpina fu eretta, nel 1382, la Collegiata; nel 1396 un ospedale e nel 1555 la chiesa dei Gesuiti occuparono l'area del tempio di Ercole, del quale resta una statua mutilata e rabberciata nel museo Biscari. L'ultima sostituzione avvenne nel 1558, quando sui vestigi del tempio di Venere, sulle sue colonne infrante, sui frammenti dei suoi mosaici, i Benedettini costruirono la loro casa.