PIAZZA STESICOREA CON L'ANFITEATRO. (Fot. Martinez).
Ma più che dai ruderi di questo e degli altri maestosi edifizii dei quali si è ragionato, il grado di floridezza e di civiltà di Katana si desume da più piccole, da veramente minuscole opere d'arte: le monete che vi furono battute. Nella meravigliosa collezione dei conii greco-siculi posseduta dal barone di Floristella, in Acireale, i catanesi sono fra i più abbondanti, contandosene una sessantina, d'oro, d'argento e di bronzo; e se tutti hanno qualche lor proprio pregio, alcuni stanno tra i più eccellenti saggi di quest'arte che la Sicilia greca portò alla perfezione. Il tetradramma con la testa d'Apollo e la quadriga, lavorato e firmato da Herakleidas, ha ben poco da invidiare alle Aretuse siracusane. Evainetos, Choirion, Prokles, altri artisti il cui nome è perduto, diedero a Catania altri conii bellissimi; dove con le teste dell'Amenano, di satiri, di fauni, di divinità, e con le spighe, le bighe, le quadrighe, i tori a testa umana, le Vittorie, le Giustizie, si trovano segni e figure locali, come quelli del gambero detto imperiale, come i gruppi dei Fratelli Pii, Anapias ed Anfimos, sollevanti i genitori per salvarli dal fuoco dell'eruzione etnea chiamata appunto dei Fratelli Pii. Ma forse il conio catanese più bello, certamente il più raro e interessante, del quale un solo esemplare si conosce finora, è quello risalente al tempo quando la città fu chiamata Etna: nell'iscrizione infatti, invece che KATANAION si legge AITNAION. Non si può dire se è più bello il retto, dove si vede la testa del calvo e barbuto Sileno, con le orecchie caprine e il capo inghirlandato di edera, o il verso, dove dinanzi a un'aquila che sta con le ali raccolte in cima a un pino, Giove Etneo, indossante un imation attaccato sulla spalla sinistra, siede sopra un ricco trono, e mentre s'appoggia con la destra ad un'asta piegata ad uncino, regge con la sinistra il fulmine alato.
MONETE DI KATANA
1. TORO ANDROPROSOPO E VITTORIA. TETRADRAMMA D'ARGENTO ANTERIORE AL 476 A. C. (Fot. Pennisi).
2. TESTA DI SATIRO E TORO COZZANTE. LIBRA D'ARGENTO ANTERIORE AL 476 A. C.
3. TESTA DI AMENANO E DI SATIRO. DRAMMA D'ARGENTO, ANNI 415-403 A. C. (Fot. Ursino).
4. I FRATELLI PII (BRONZO).
5. DIONISOS E FRATELLI PII, ANNI 415-403 A. C. (BRONZO). (Fot. Ursino).
6. APOLLO LAUREATO E QUADRIGA — TETRADRAMMA D'ARGENTO
(ANNI 415, 403 A. C.) — FIRMATA DA HERAKLEIDAS. (Fot. Pennisi).
7. DRAMMA D'ARGENTO FIRMATO «EVAI (METOS)». TESTA DI AMENANO E QUADRIGA, ANNI 415-403 A. C.
8. TESTA DI AMENANO E BIGA, ANNI 415-403 A. C. (Fot. Pennisi).
9. MERCURIO E VITTORIA, ANNI 415-403 A. C. (BRONZO)
10. DIONISOS E CARRO TIRATO DA PANTERE ANNI 415-403 A. C. (BRONZO) (Fot. Ursino).
L'ANFITEATRO ROMANO — RESTAURAZIONE.