la bella Trinacria che caliga
Tra Pachino e Peloro,

potrebbe dare ragione ai Fenicii e ricusare di credere che la breve linea di edifizii sorgenti in mezzo al golfo

che riceve da Euro maggior briga
Non per Tifeo, ma per nascente solfo,

sia una gran città di centosessantamila anime; ma ciò dipende dal fatto che essa si stende dentro terra, ed affaccia appena una punta sul Jonio. E come dal mare la città non è molto vistosa, reciprocamente dalla città il mare non si vede se non lo si cerca, al porto od al piazzale dei Martiri: colpa ancora dell'Etna, vicino grande, ma troppo pericoloso; il quale, spingendo i suoi fiumi di fuoco sino alle rive, ha investito ora da levante ora da ponente, e stretta e quasi attanagliata Catania fra due mandibole di nerigne e ferrigne lave rapprese, facendola paragonare da Plutarco, per la forma, ad una grattugia — tyroctesin — e, quanto al colore, ad une église tendue de noir pour un enterrement dal primo Dumas: impressione che Paolo Bourget doveva più tardi condividere ed esprimere più laconicamente, dando l'epiteto di sombre alla città già clarissima...

PIANTA DEL SEC. XVIII.

IL FARO.