—Non ne conservo più nessuna. Oggi stesso le ho tutte sepolte, dentro una vecchia valigia, in fondo a un sotto-scala.
—Perchè non le hai bruciate?
—Perchè sono molte, e se ne sarebbe accorta la gente di casa.
Ad un tratto, come un fanciullo che, dopo una finta indifferenza, manifesta il proprio capriccio, egli le disse rapidamente:
—Me le fai leggere?
—Oh, no!
E ad una ad una, risolutamente, richiuse le cassette dell'armadio.
Egli fece un giro per la stanza, andò a guardare prima le acqueforti disposte nell'angolo accanto alla finestra, poi la grande ceramica istoriata dell'angolo opposto, rimosse il canestrino di raso sostenuto dal tripode di bambù, e le si fece nuovamente vicino.
—Perchè non mi vuoi far leggere quelle lettere?
—Perchè te ne pentiresti, tu stesso, per il primo….