—Se te ne pregassi?
—Andrea!… Ricordati dunque quello che hai sofferto quando ho risposto soltanto ad una tua domanda!… La mia vita, te l'ho detto, tu hai il diritto di conoscerla, vuoi?… Ma quelle lettere….
—Voglio leggerle…. qualcuna almeno….
La baronessa si passò una mano sulla fronte.
—Senti, io potrei dirti che vi è una mancanza di fiducia in quello che tu pretendi; una mancanza di fiducia molto dolorosa per me. Potrei dirti ancora che il segreto di quelle lettere non mi appartiene per intero…. Ma non importa: io ti dico, io ti ripeto soltanto che è per risparmiarti un dolore, per risparmiarne un altro a me, che io mi oppongo al tuo desiderio.
—Ed io ti dico,—rispose freddamente Andrea, incrociando una gamba sull'altra e guardando la punta delle sue scarpe—ed io ti dico che tu ti opponi al mio desiderio, perchè c'è qualcuno che ti scrive ancora.
—Oh!
La baronessa ebbe un istante di esitazione. Poi, risolutamente, si avvicinò ad Andrea.
—Andrea!… Perchè mi dici delle cose tanto cattive? Che cosa ho fatto perchè tu dubiti ancora di me? Guardami in viso: sono capace di mentirti, di nasconderti qualche cosa?…
Guardandola fissamente, gli occhi gli si inumidirono.