— Andatevene! Lasciatemi!
Ed egli:
— Sì, me ne vado; ma debbo rivedervi. Stasera permettete che ritorni un istante?
Ella risponde:
— No.
— Perchè? Che cosa temete? Non vedete che faccio la vostra volontà?
— Andatevene! — e schiude l'uscio.
— Me ne vado, ecco: a stasera?...
La sera ella si chiude in camera e non gli apre. Stabilito di partire il domani, egli le scrive una malinconica lettera di saluto — malinconica, quasi triste, perchè naturalmente, logicamente, egli non può dimenticare quel che è accaduto fra loro. Il domani, all'aria aperta, incontrandola, fa per dirle la sua malinconia, per darle la lettera; ella non gli consente neppure di cominciare:
— Lasciatemi, o faccio uno scandalo! — E fugge.