Egli tremò. Non di vergogna perchè si vedeva leggere nel cuore; tremò dall'ambascia.
— Voi non vedete in questo momento, — continuava ella, — voi non potete vedere quanto dovrebbe offendermi il vostro contegno. Come siete diverso da quello che mi sembraste la prima volta!... Capii che dovevate soffrire, allora... Ed anche oggi, ciò che oggi fate mi dice che non mi sono ingannata... Una donna [pg!198] v'ha tradito: è vero?... Voi piangete un amore perduto, e per guarire del vostro dolore mi trattate così...
Egli aveva propriamente gli occhi rossi di lacrime. Questo appunto gli era stato più grave dal giorno che aveva perduto l'amor suo: di non poterne più parlare, di non avere alcuno al quale confidarsi. Il suo dolore era covato in lui, s'era mantenuto e diffuso covando chiusamente. Il conforto della confidenza, della confessione, della comunione simpatica gli era mancato. Ora, improvvisamente, da chi meno egli avrebbe creduto, era compreso, scusato, compianto. Non solo quella donna non s'offendeva della brutalità con la quale egli l'aveva assalita, non solo gli leggeva nel cuore, ma esprimeva, con la voce e con lo sguardo, una commossa simpatia per il suo dolore. Le lacrime che gli gonfiavano gli occhi erano dolci, pertanto; erano lacrime di consolazione. Molto più soavi riuscivano all'anima di lui quelle parole, il sentirsi compreso da un'altra anima, l'aver trovato un'intellettiva anima dove non la sospettava neppure, che non sarebbe stato dolce ai suoi sensi dissetarsi al bel grappolo. Egli non ha mai più ritentato di stender la mano; e di questa donna, di costei cui deve la sua prima consolazione, è rimasto amico sincero e devoto, come di Lei, contessa, io mi onoro di essere.
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[LE PROVE]
Mia Signora,
Ed eccoci ritornati al punto donde partimmo!
Ella batte le mani perchè, avendo io cominciato coll'ironia, ho finito con la commozione. La feci arrabbiare sostenendo che le creature umane non si possono intendere, e ho addotto da ultimo un esempio di questa comprensione!
Ora m'accorgo — ella dirà che guasto tutto! — come gli esempii non provino nulla, perchè tanti se ne possono addurre a sostegno della tesi quanti a sostegno dell'antitesi. Varrà più l'una o l'altra? Ogni opinione è legittima; l'accordo dei concetti nel disaccordo delle espressioni mi pare che sia molto bene provato da queste due sentenze di due grandi scrittrici: Mademoiselle de Lafayette ha detto: «On pardonne les infidelités, mais on ne les oublie pas.» — «On oublie les infidelités, mais on ne les pardonne pas», ha detto Madame de Sevigné...
Bene: siamo d'accordo: sarà possibilissimo comprendere l'anima altrui; ma, se ciò è possibile, non è già facile. L'Inquisizione aveva del buono. Quando un [pg!200] uomo vuole leggere nel cuore d'un suo simile, ma proprio nitidamente leggervi tutto ciò che sta scritto fino nelle ultime pagine, nei margini più ripiegati, qualche buon tratto di corda o meglio ancora qualcuno di quei più persuasivi congegni dei quali l'imaginazione dei Torquemada era fertile, rende comprensibile tutto. Mancando questo secolo di tanaglie e di cavalletti, come si potranno scoprire i pensieri e i sentimenti degli altri? E, veramente, non facciamo noi l'elogio dei Torquemada quando, per strappare a qualcuno la verità, lo afferriamo per le braccia, gli stringiamo le mani come dentro una morsa, gl'infiggiamo nello sguardo il nostro sguardo rovente?... Questi mezzi d'indagine sogliono essere adoperati dalle persone di natura violenta; le miti nature preferiscono di restare nell'ignoranza e nell'inganno, preferiscono anche patire piuttosto che far patire. E del resto che valore hanno le prove strappate per forza, specialmente quando si riferiscono ai casi della coscienza o agli stati dell'animo?