— I morti amori...

Vi fu ancora silenzio; poi Ludwig, il curioso, domandò;

— Sapete voi dirmi in quanti modi può morire l'amore?...

— No, nessuno può dirlo, — rispose Fritz. — Possiamo dire questo soltanto: che l'amore muore in tanti modi quante vi sono anime amanti.

[pg!215] — Ma qual morte è più trista?

— Sono tutte tristi del pari.

A quel giudizio, Franz sorse in piedi.

— Non dite così! Non dite così!... Tristi egualmente? Egualmente strazianti?... Vuol dire che voi non sapete!... Allora, sentite. Vi è una potenza terribile, misteriosa, fatale, che se piomba intorno a voi vi fa misurare d'un subito tutto l'abisso della vostra miseria; una potenza contro la quale non v'ha riparo che valga; una potenza che si rivela tutti i giorni, tutti i momenti, ma della quale voi non v'accorgete se non quando colpisce qualcosa di vostro. Questa potenza è la Morte... Sentite. Esiste al mondo una creatura che è l'anima della vostra anima, per cui dareste tutto il sangue vostro, lontano da cui non potete vivere neppure un istante. Questa creatura, bella, buona, soave, nel fiore degli anni, si è data a voi, per sempre; voi avete imparato, ogni giorno di più, ad apprezzarla, ad amarla. Tutte le vostre confidenze più intime, tutte le vostre parole più tenere, tutte le vostre carezze più blande sono per lei. Voi non vedete se non con i suoi occhi, non respirate se non con le sue labbra, non vivete se non della sua vita. Repentinamente la truce potenza si spiega su lei. Voi potete inginocchiarvi dinanzi agli uomini che, per ironia, si chiamano della scienza, scongiurarli piangendo di sottrarla alla potenza malvagia; voi potete giungere le mani, alzare lo sguardo al cielo, ricordarvi le preghiere apprese da fanciullo, dire a Dio: «Io credo in Voi, abbiate pietà di me...,» voi potete dire a lei stessa, con voce rotta, passandole una mano fra i capelli madidi di sudore, stringendo con l'altra la mano sua sempre più fredda: «Per pietà, non morire, non voglio che tu muoia, non mi lasciare, ho paura!....» voi non riuscirete ad arrestare un minuto l'opera di distruzione. E una notte tremenda voi vedrete il suo sguardo rovesciarsi, le sue labbra dischiudersi, irrigidirsi il suo corpo. Vorrete fuggire lo spettacolo orribile, e un'attrazione più forte della vostra volontà v'inchioderà lì dinanzi. Morta!... Morta!... Morta!... Allora esaurirete tutte le vostre lacrime [pg!216] e tutte le vostre imprecazioni. Morta!... Morta!... Morta!... E ripeterete questa parola fino a smarrirne il significato. A un tratto vi sovverrete di quel che un giorno ella vi disse: «Se morrò prima di te, vestimi di bianco, coi capelli disciolti; non voglio che i becchini mi tocchino....» Ella rabbrividiva da capo a piedi, a quest'idea; ora non ha più un sol moto. Voi contemplate il suo viso dove una bellezza nuova, soprannaturale, divina, si va dipingendo; vorrete recidere una ciocca dei suoi capelli, e di repente vi ricorderete di quella che ella stessa recise, che vi diede un giorno, il giorno delle beate promesse. Voi pensate: «Ho ancora molte ore per contemplarla,» e quelle ore passano, volano. Allora vi mettete a gridare, a soffocare le vostre grida. E se un amico pietoso tenta di confortarvi, voi odiate quell'uomo, odiate ogni vivente, abborrite la vita.... Ah, sono tutte tristi egualmente le morti dell'amore? Ma voi non avete composto in una bara le forme adorate che teneste strette fra le braccia; non avete sentito opprimervi il petto pensando all'oppressione che ella soffrirà sotterra; non avete visto la terra cadere sulla bara, coprirla, nasconderla.... Voi non avete provato che cosa vuol dire sognare che ella è ancora accanto a voi, e risvegliarvi pensando alla vostra solitudine, alla vostra solitudine eterna!... E non avete provato, tormento ineffabile, strazio senza parole, il lento svanire del fantasma, dell'imagine, del ricordo, nonostante tutti i vostri sforzi per vivificarlo, per afferrarlo, per trattenerlo ancora....

Egli tacque. Ludwig pareva non avere ascoltato, immerso sempre nella contemplazione del mare. Fritz, che aveva nervosamente arricciato i suoi baffi, replicò:

— Tu dunque credi che la più angosciosa morte dell'amore sia quella prodotta dalla morte della creatura amata? In verità, mi fai ridere.